













Che bella cazzata. Ma proprio grande.
È come se io scrivessi che non voglio riconoscere l'autorità dello Stato quando concede a te i miei stessi diritti, solo perché tu non vivi secondo i miei canoni morali.
Quindi potrei dire che il fatto che uno come te possa votare limita la mia libertà, perché puoi mandare degli imbecilli in parlamento.
È una scemenza enorme e non risponde alla domanda "a te cosa cambia?".
Al momento l'unica cosa che emerge chiaramente è che questa limitazione di libertà è solo nella tua testa, perché nel concreto non ti impedisce nulla.




"A te cosa cambia" è una domanda che costituisce l'epitome del cretinismo, in compenso.
Se ne faccia una ragione.
Sentenza ha tutto il diritto di esprimere il fastidio per la forzatura che un legge esercita sui suoi diritti o su quello che lui percepisce come tali.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


I legislatori non si basano (o almeno così dovrebbero fare) sulle paturnie individuali ma guardano quali sono veramente le libertà che possono essere compromesse.
Ecco perché esiste una Costituzione e delle regole morali condivise, frutto di secoli di evoluzione sociale, perché le paranoie di pochi non diventino mai più fonte del diritto.