
Originariamente Scritto da
Placido
Tanto per dire, Hegel considera "materialisti" persino Leibniz e gli scolastici, quasi nemmeno se la pone l'idea che possa non esistere l'anima immateriale:
"L’immaterialità di uno dei lati di questa opposizione, cioè dell’anima, la si concede senza difficoltà l’altro lato invece, quello materiale, dal punto di vista del pensiero puramente riflettente rimane come qualcosa di fisso, come qualcosa che noi ammettiamo non meno dell’immaterialità dell’anima; in tal modo attribuiamo a ciò che è materiale lo stesso essere che a ciò che è immateriale, e riteniamo entrambi ugualmente sostanziali ed assoluti. Questo modo di considerare prevaleva nella metafisica del passato. Per quanto questa fissasse l’opposizione di materiale ed immateriale come qualcosa di insuperabile, d’altro canto la superava senza rendersene conto, facendo dell’anima una cosa, quindi qualcosa di interamente astratto, ma al tempo stesso di determinato secondo rapporti sensibili. Questo, quella metafisica lo faceva con la sua domanda sulla sede dell’anima, – collocandola così nello spazio; altrettanto con la sua domanda sul sorgere e sull’estinguersi dell’anima, – ed in tal modo, essa veniva a collocarsi nel tempo; in terzo luogo, ponendo il problema delle proprietà dell’anima; – perché così l’anima viene considerata come qualcosa di quieto, di fisso, come il punto di raccordo di queste determinazioni. Anche Leibniz ha considerate l’anima come una cosa, facendo di essa, come di tutto il resto, una monade. La monade è un essere non meno quieto d’una cosa, e tutta la differenza tra l’anima e l’essere materiale consiste secondo Leibniz soltanto in questo, che l’anima è una monade un po’ più chiara e più evoluta dell’altra materia: una rappresentazione che innalza sì l’essere materiale, ma che abbassa l’anima al livello di questo piuttosto che differenziarlo da esso."