
Originariamente Scritto da
TheMeroving
Sto cercando di usare il linguaggio della metafisica perché in quel linguaggio è espressa la dimostrazione dell esistenza di Dio. Se parlassimoo due lingue diverse ovviamente non ci capiremmo.
Come posso esprimere metafisicamente il passaggio dal non essere all essere della prima/prime particella/particelle?
Supponendo che Dio esista la forma della particella "è" nella "mente di Dio" (?) ed egli gli attribuisce eternamente materia (?) secondo il principio tomista della creazione ab aeterno?
È possibile affermare che queste prime particelle esistono per causa efficiente e la causa efficiente della loro esistenza è Dio ed esse sono causa efficiente di concatenazioni successive creazione/mutazione di altre particelle (elettroni che emergono, tau che decadono)?
1) Dio crea infinite particelle le quali generano infinite particelle e infinite mutazioni di particelle determinando il moto che osserviamo. Il moto è perenne perché le particella di partenza sono infinite
2) Infinite particelle esistono da sempre (non hanno causa efficiente di creazione)
generano infinite particelle e infinite mutazioni di particelle determinando il moto che osserviamo. Il moto è perenne perché le particelle di partenza sono infinite
In questo scenario l'opzione 1 non è necessaria e quindi l'esistenza di Dio non può essere dimostrata. Questa è la tesi senza tirarla troppo in lungo sennò non finiamo più
In sostanza siamo tornati al regresso infinito, ma inquadrato nel contesto del nostro universo materiale fatto di particelle