





Esattamente come le particelle elementari che danno "l'essenza" a tutte le cose. Non c'è alcun motivo logico per cui la particella debba avere una causa, se lo deve avere la particella lo deve avere anche dio. Se dio può non averlo, può non averlo la particella.
Qualsiasi caratteristica "metafisica" tu attribuisci a dio, può essere attribuita alla particella o al motore del Merovingio.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


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@Narel Jarvi
l'essenza non direi che è la Potenza... ma l'Atto di Potenza, non ha potenza ma ne ha l'atto.
E' la Forma della Sostanza "presa da sola", senza Materia, quindi non è concretizzata (è sinonimo di idea o progetto). L'Atto di Potenza è l'atto dell'Essere che ha le informazioni per realizzare la sua Forma.
Quando la Forma (Essenza) grazie all'Atto di Potenza si è unita con la Materia (Potenza di Potenza) ha trovato in essa la privazione della Potenza. A questo punto il Principio di Privazione spinge la Sostanza a fare un "viaggio a ritroso" cercando di risalire al suo essere. Quindi l'Atto di Potenza si trasforma in Potenza d'Atto. La Sostanza in divenire (Esistenza) è quindi una Dialettica tra l'Atto di Potenza (cosa potrebbe essere) e la Potenza di Atto (cosa può concretamente essere) con cui l'Essere cerca di realizzare la sua Forma.
Ad es. nell'Essenza c'è la Forma di un certo tavolo (come un progetto), con l'Atto di Potenza l'Essere del tavolo porta le informazioni della sua Forma per poterlo realizzare, mettiamo in marmo (il progetto-forma prevede che sia in marmo e le forme sono studiate apposta per quel materiale). Poi la Forma si unisce alla Materia, che poniamo è legno e non marmo. Trovando un privazione della sua Forma l'Essere da Atto di Potenza si trasforma in Potenza d'Atto (semplicemente cambia direzione), cercando di realizzare al meglio possibile un progetto, nato per il marmo, in legno.
Se invece trova il marmo una privazione ci sarà cmq anche se minore e il suo divenire sarà meno "burrascoso". Anche se la materia è quella prevista qualche discrepanza tra Materia ideale e reale c'è sempre, inoltre le cause efficienti, gli artigiani, possono non essere abbastanza bravi.
@Giò mi controlli?
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@Aladar
Macché l'essenza delle cose sta nelle relazioni delle particelle non nelle particelle in se, che sono mera materia...
E' veramente una castroneria non t'offendere ma è un modo veramente arbitrario di usare i termini mi dici che hai insegnato logica per carità maltrattando @Giò che secondo te non avrebbe titoli per trattare di filosofia ... ti rispetto ma sono molto perplesso... ma come fai a confondere l'Essenza con la Materia? Cosa c'è di una mela nelle sue particelle?Assurdissimo. Casomai la mela è nelle complesse relazioni delle particelle che realizzano il progetto (Forma od Essenza) della mela e di tutte le altre cose...
Poi continuo a ripeterlo fino alla nausea ma non c'è alcun motivo logico per cui tu ponga l'esistenza di due enti se prima non spieghi come possono differenziarsi... non l'ha ordinato il dottore che debbano esserci più enti.
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@TheMeroving
stai facendo un uso veramente arbitrario dei termini metafisici. Che vuol dire "atto necessario e sufficiente"? Necessario alla tua tesi? Il tuo motore è eternamente in uno stato "necessario e sufficiente" alla dimostrazione della tua tesi.
Accettiamo per finta questo strampalato motore e domando: perché deve emanare e non creare? Boh. Al prossimo giro scrivi secernere? Lascia perdere i predicati degli enti. Lascia perdere qualità definite per capriccio.
Anche a te continuo a ripeterlo fino alla nausea ma non c'è alcun motivo logico per cui tu ponga l'esistenza di due enti se prima non spieghi come possono differenziarsi...
prima pensa a questo poi la natura delle loro azioni si chiarirà da se.
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"Negli esseri finiti, essenza ed esistenza stanno tra di loro in un rapporto di potenza e atto, in quanto l’esistenza rappresenta l’atto grazie a cui le essenze, che hanno l’essere solo in potenza, di fatto esistono."
Ciò non toglie che:
"L’essenza, che Tommaso chiama anche “natura”, comprende non solo la forma, ma anche la materia delle cose composte." e a questo livello si può anche introdurre la differenziazione più sottile che diceva @emv.
Però a livello più intuitivo del rapporto fra essenza ed esistenza, mi manterrei al primo punto.
Fonte delle citazioni:
https://www.unisalento.it/documents/20152/841911/FILOSOFI+-+Tommaso.pdf
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Motore della particella A:
Ente in grado di amanare la particella A
Motore della particella B:
Ente in grado di emanare la particella B
Le particelle A e B si differenziano fra di loro e quindi i motori di cui sono emanazione si differenziano fra di loro.
Emanano e non creano perché in essi non vi è alcuna intelligenza. Somo come una lampada che emana fotoni.
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