



@Aladar
Anch'io penso di aver già abbondantemente dimostrato, però tu non hai convinto me e io non ho convinto te, come la mettiamo?
Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.
Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


@Aladar
Quando ho argomentato l'argomento Kamal in forma light, tu hai fatto delle obiezioni, dal mio punto di vista basta farle venire meno, ma tu non collabori.
Ma posso riprovare: è possibile pensare il nulla?
Se no, allora la configurazione iniziale dell'universo (che non è un nulla), deve ESSERE da qualche parte, concordi?
Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.
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Con tutto il rispetto a sentire argomentare sulla esperienza su chi volta le spalle ogni volta che il metodo scientifico elabora modelli che non rientrano nel proprio modello metafisico mi fa solo sorridere e smettere di leggere.
Abbiamo già parlato abbondantemente sia di eventi senza causa e di proprietà emergenti che non rientrano nella metafisica di Aristotele e di conseguenza nelle argomentazioni tomiste.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna




mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




Un ente composto di forma e materia ha un'essenza che comprende sia l'una che l'altra: è la grande innovazione tomista rispetto all'aristotelismo, secondo cui, invece, l'essenza corrispondeva alla forma, lasciando "fuori" la materia. Quest'innovazione risolve sul piano filosofico anche i problemi che l'aristotelismo poneva in relazione alla "causazione" dell'universo (universo inteso more solito come insieme di tutto l'esistente), giustificando peraltro il concetto di creazione ex nihilo su un piano esclusivamente razionale. In generale, si può dire che un ente semplice o composto in atto è un'essenza realizzata perché, da sola, l'essenza di per sé non esiste (solo in Dio essenza ed esistenza coincidono perché è l'Essere stesso sussistente). Detto questo, ammetto che fatico molto a capire che cosa intendi per "atto di potenza" e "potenza d'atto". Il tomismo, se mai, distingue fra potenza attiva e potenza passiva. La potenza passiva è quella di cui abbiamo parlato finora, cioè la capacità di un ente di divenire qualcos'altro in virtù di un altro ente o di un insieme di altri enti. La potenza attiva invece è la capacità di fare qualcosa da parte di un ente. Per capire la differenza userò l'esempio dello scultore e del blocco di marmo: la capacità dello scultore di scalpellare e modellare il blocco di marmo per farne una statua è un esempio di "potenza attiva", mentre la capacità del blocco di marmo di essere trasformato in una statua dall'azione dello scultore è un esempio di "potenza passiva". Questo è un esempio in cui opera una causa fiendi (lo scultore, in tal caso), quindi non rapportatelo al discorso che stiamo facendo sulla causa essendi degli enti. Per concludere e chiarire ogni possibile fraintendimento, ricordiamoci sempre che la materia prima di per sé non esiste, altrimenti sarebbe un ente in atto con tanto di forma: è un ens rationis cum fundamento in re. È un ente logico fondato sul reale, ma non è un ente dotato di sostanza propria. In concreto, non esiste mai la materia da sola, ma solo enti composti di forma e materia che, eventualmente, si possono trasformare.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).