

mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Nulla "esplose" perchè il verbo esplodere veicola l'idea che prima esisteva qualcosa (tipo la dinamite) poi boom e poi una qualche onda espansiva e pezzi che volano da tutte le parti.
Nel caso dell'universo non pre-esisteva nessuna "dinamite" da far "esplodere". O se preferisci esistevano zero tonnellate di dinamite.
Guarda, se leggessi la prima frase fuori da tutta questa discussione non ci farei neppure caso.Secondo Giorgio Chinnici (laureato in fisica teorica e divulgatore scientifico), non è proprio così:
https://books.google.it/books?id=LSK...0muone&f=false
Molto interessante quello che scrive riguardo a determinismo e causalità:
https://books.google.it/books?id=LSK...ultimo&f=false
In questo contesto invece non mi va piu bene, e ripeto: cosa causa l'emissione del W da parte di uno specifico muone che decade? Non puoi rispondere "la causa è l'interazione debole", perché staresti rispondendo usando la domanda.
la distinzione fra determinismo e causalità puo starci ma non so cosa voglia dire "non c'è legame di necessità fra causa ed effetto che puo essere di tipo probabilistico", bisognerebbe chiederglielo.
l'incompletezza del modello standard (che funziona fin troppo bene, nonostante abbiamo ottime ragioni per pensare che vada superato) non dice nulla sulla validità della mq.Certo che ti leggo. Io non sto dicendo che la mq non valga nulla perché il modello standard è incompleto. Sto solo dicendo che, magari, certi aspetti che ritieni/ritenete problematici sono dettati dal fatto che il modello non è completo.
Il bel giorno che si scopra la "falla" faremo festa grande, ma a nessun fisico verrà in mente di dire "fermi tutti, quello che non funziona in realtà è la mq!".
la causa precede sempre il suo effetto quando si considerino grandezze osservabili (anche nel senso quantomeccanico).Il topic riguardava effettivamente la possibilità che l'effetto preceda la causa, ma l'affermazione che il principio di causalità non venga mai violato in natura mi sembra che abbia portata più generale e non riguardi solo i fenomeni macroscopici.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac




Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


1) No, Giò..questa parte
"l'Essere sia tale per essenza vuol dire che è assolutamente perfetto: non è un certo grado di perfezione ma è tutta quanta la perfezione ontologica possibile. S'identifica con la perfezione stessa."
continua a non essere di per sé evidente. Non puoi insistere su questa linea. Tutto quello che puoi fare è dimostrare che l'ipotesi contraria è impossibile. Pupi ripetere all' infinito questo tuo assunto come se fosse icastico:non lo è
Allo stesso modo "puro" non significa assolutamente perfetto. È un altro non sequitur
2) non si tratta del mero esistere o non esistere come nel caso degli enti. Nel caso di Dio si tratta di "essere" solo e nient'altro quello che "è". Questo ripeto vale sia nel caso dio sia infinito sia per assurdo nel caso in cui sia finito.
3) e quindi affermare che dio non ha potenza passiva significa affermare che non può essere mosso/perfezionato perché deve "essere" e non può "essere" diverso da ciò che "è" in virtù del principio di identità che vale indifferentemente sia nel caso in cui sia infinito sia per assurdo sia finito. Dio quindi non ha limiti di movimento/perfezionamento. Questo non vuol dire che è infinito. Se io e nessun altro possiamo limitare il tuo movimento questo non mi dice che ti trovi nella posizione più lontana che si possa raggiungere in assoluto. Mi dice solo che il tuo movimento non è limitato
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Questo (forse) lo puoi dire a Tommaso, ma invece ad Hegel devi spiegare cosa ci sia oltre le sue premesse ovvero oltre il suo linguaggio ovvero oltre il suo pensiero con cui verificare questa tua affermazione.
Se poi arrivi ad affermare che questo vale anche per te, allora abbiamo tesi, antitesi e l'assoluto deve essere la sintesi, a meno che il reale NON sia razionale.


Il divenire è qualsiasi genere di mutamento.
Se un ente potesse essere davvero causa di se stesso, cioè della propria esistenza, vorrebbe dire che l'effetto (l'ente o l'esistenza dell'ente che dir si voglia) è causa dell'effetto stesso. Se questo non fa a pugni con il pdnc...
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Indiveniente è qualcosa che non muta mai. Mentre invece mi risulta che sia assunto condiviso da tutti gli uomini di scienza che, nei fenomeni fisici, nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma. Già dicendo che "cambia la distribuzione" stai negando l'indivenienza dell'universo stesso.
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@Giò
@emv
Certe volte noi cattolici accusiamo gli hegeliani per il loro giustificazionismo.
Però mi sta venendo il dubbio che facciamo come Voltaire quando prende per i fondelli Leibniz facendo dire a Pangloss che la Signora baronessa era la migliore delle baronesse.
Sono sicuro che Leibniz sapesse perfettamente che questo mondo è pieno di schifezze ma che Dio può trarre il bene dal male, ma credo che nemmeno Hegel fosse così scemo da pensare il contrario (avrei anche una citazione puntuale in merito, ma sto un po' scomodo a copiarla).
Semplicemente entrambi condividono un ottimismo esistenziale rispetto al progetto complessivo di Dio.


Tirare in ballo la "perfezione stessa" come se significasse chissà cosa e questo si un trucchetto da sofisti!
"Essere la perfezione stessa" non vuol dire assolutamente nulla se non spieghi cosa intendi affermare. Se affermi che "essere la perfezione stessa" equivale ad "essere assolutamente perfetti" stai solo formulando un ipotesi perché di per sé non esiste alcuna correlazione logica fra le due proposizioni
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