
Originariamente Scritto da
Giò
Nella creatio ab aeterno l'inizio del tempo storico, in un certo senso, "si presenta" simultaneamente all'atto creatore. Essendo una questione abbastanza sottile, ti cito come viene spiegata dalla Vanni Rovighi che "replica" a chi sostiene che la creazione di Dio non può che essere ab aeterno, risolvendo la questione che ti poni:
"All'obiezione, poi, che il mondo deve essere eterno, poiché eterno è l'atto creatore di Dio (non si può ammettere infatti che Dio cominci a fare una cosa che prima non faceva), si risponde che l'atto creatore non è una azione transitiva, ma un semplice atto di volontà che esiste in Dio ab aeterno, e tuttavia questa azione, formalmente immanente, è virtualmente transitiva, ossia ha il potere di fare essere qualche cosa fuori di Dio, alle condizioni volute da Dio. (...) nell'opera dell'artista umano distinguiamo due azioni: una immanente e una transitiva; azione immanente è quella che termina nel soggetto stesso operante, transitiva è quella che passa dal soggetto operante ad un oggetto esterno. L'artista umano, infatti, deve prima ideare e volere l'opera d'arte - e questi ideare e volere sono azioni immanenti, costituiscono un mondo interiore all'artista stesso - e poi deve eseguire l'opera d'arte, ad es. scalpellare un blocco di marmo, stendere colori su una tela, ecc. - e queste azioni passano dall'artista al marmo, dall'artista alla tela e così via. Per Dio invece si avvera il detto: dum Deus vult, fit mundus. L'attività creatrice di Dio è solo azione immanente, non può essere azione transitiva; e ciò perché l'attività di Dio s'identifica con la sua essenza, ora l'essenza divina non può uscire da Dio e farsi altro (altrimenti sarebbe introdotto in Dio il divenire); dunque l'attività creatrice divina si esaurisce tutta nell'ideare e nel volere. Ma alla volontà di Dio segue un effetto distinto da Dio e tale effetto segue così come è voluto da Dio, con tutte le condizioni volute da Dio, quindi anche con la temporalità, se Dio vuole che esso sia temporale. Dio può quindi volere ab aeterno che una creatura sia nel tempo" (S. Vanni Rovighi, Elementi di filosofia, II, Ed. La Scuola, 2015, p. 176).