Merovingio, la natura di un ente è la sua essenza. Praticamente la tua ultima frase suona così: "Se Dio è per essenza ad un certo grado di perfezione non può mutare quel grado di perfezione perché non è nella sua essenza". Ma l'oggetto del contendere è proprio capire se l'essenza di Dio implica una limitazione del suo essere oppure no. E questa frase non è minimamente risolutiva. Appurato che Dio è l'Essere per essenza, quale sarebbe il limite dettato, per così dire, dall'essenza di Dio, che è l'Essere stesso sussistente? Rispondere dalla sua natura significa solo tornare al punto di partenza perché il punto è capire se la natura di Dio implica o meno un limite. Ed io, a costo di sembrare logorroico, qua torno a bomba: quant'è perfetta la perfezione? Quant'è buona la bontà? Quant'è l'essere? Ecc.





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