
Originariamente Scritto da
Giò
Secondo me, invece, non ti è chiaro cosa significhi "di per sé perfetto", perché altrimenti non continueresti a ripetere l'assurdità che essere di per sé perfetti "non dice niente circa il grado di quella perfezione". Leggiti o rileggiti la quarta delle cinque vie: una serie di perfezioni relative e limitate richiede necessariamente una perfezione senza limiti ed assoluta, analogamente a come una serie di contenitori d'acqua richiedono necessariamente una fonte d'acqua per poter essere tali.
Non c'è alcuna "suggestione" nel dire che Dio è la perfezione stessa, a meno che con "suggestione" tu non intenda qualcosa che ne suggerisca un'altra. In tal senso, l'espressione è suggestiva: perché ti suggerisce la soluzione del problema che poni.
Se Dio s'identifica con la perfezione stessa (se il concetto non è chiaro, ripeto, leggersi o rileggersi la quarta via), chiedersi quant'è perfetto è come chiedersi quant'è perfetta la perfezione....non ti piace l'espressione? Va bene, allora chiediamoci: quant'è perfetto ciò che è di per sé perfetto? Anche mettendola, terminologicamente, in questo modo, resta l'assurdità di chiedersi qual è il limite di qualcosa che è perfetto non per partecipazione ma in se stesso.
Ho già risposto a questo. Qual è l'alternativa ad essere l'Essere stesso sussistente? 1) Non essere; 2) essere...una particella, un atomo, una molecola, un minerale, una pianta, un animale, un uomo. Tutte cose (quest'ultime) che costituiscono un grado di essere - corrispondente alla propria natura in atto - ma non sono l'essere.
Non vedo nessun limite, quindi. Se tu chiami "limite" il fatto di non poter non essere o il fatto di non poter essere da meno di ciò che si è, vuol dire che hai una nozione oscura o distorta di ciò che significa avere un limite. Come ho già detto
qui, sarebbe come dire che l'immortalità è un limite rispetto alla mortalità.
Dio non diviene? Non diviene perché, se divenisse, vorrebbe dire che 1) può venir meno a ciò che è; 2) è ulteriormente determinabile, cioè può acquisire perfezioni che non ha. Ma se così fosse Dio non sarebbe di per sé perfetto.