Ma allora abbiamo il puzzle delle configurazioni che oltretutto non si capisce nemmeno bene se sta nel nostro stesso spaziotempo, in uno suo, oppure fuori.
Che in teologia sarebbero la dimensione umana, angelica e divina che seppure può far ridere un fisico ha occupato parecchio le menti medioevali con un problema che si sta ripresentando paro, paro.
Era solo un richiamo al fatto che mi pare sempre che ragioniamo come se l'osservatore umano non ci fosse, senza un riferimento a qualcosa in particolare.





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