
Originariamente Scritto da
Placido
"Immaginiamo dunque un universo parallelo
che sia governato dalle stesse leggi di natura e che fino ad ora abbia
avuto una storia assolutamente uguale al nostro universo. Da ciò se-
gue che lo stato in cui l’universo parallelo si trova ora è identico a quel-
lo in cui si trova il nostro. Immaginiamo, allora, che nel nostro uni-
verso un agente si trovi a dover compiere una scelta tra due corsi
d’azione, A e B. Per definizione, nell’universo parallelo c’è il duplica-
to di questo agente, a lui assolutamente identico, che si trova a dover
compiere esattamente la stessa scelta. Ammettiamo ora che da questo
momento in poi i due universi comincino ad essere governati da leg-
gi indeterministiche. A questo punto, dunque, le storie dei due uni-
versi si divaricano: così, ad esempio, nel nostro universo l’agente sce-
glie il corso d’azione A e nell’altro il suo gemello sceglie il corso d’azio-
ne B (ciò è possibile perché in un universo indeterministico gli stati
dell’universo non sempre determinano gli stati successivi).
Ora la domanda che dobbiamo porci è questa: dato che l’agente e
il suo gemello sono per definizione assolutamente identici – e dunque
sono identici tutti i loro stati mentali (credenze, desideri, intenzioni
ecc.) – su quale base l’uno sceglie il corso d’azione A e l’altro il corso
d’azione B? Qual è, per usare un termine della metafisica classica, la
ragione sufficiente di tale divaricazione? La differenza di tali scelte, in
effetti, non può essere ascritta né agli agenti né alla loro volontà né ai
loro stati mentali, che sono identici. In nessun modo si può allora di-
re che gli agenti determinino ciò che accade o che essi controllino le
proprie scelte e le azioni. Esse avvengono, dunque, per puro caso, per
mera accidentalità. Ma se il nostro universo fosse effettivamente in-
deterministico, allora questa situazione si potrebbe generalizzare a
tutte le nostre azioni. Tutte, cioè, sarebbero frutto del caso."
Mauro De Caro