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Discussione: Fede o scienza?

  1. #5231
    SMF
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    Puoi vedere la cosa secondo due "punti di vista".
    Nel primo ti trovi dentro l'universo - e se lo pensi andare a ritroso nel tempo - raggiungerai un punto in cui spazio e tempo stesso si fondono in una singolarita' (che non sappiamo bene al momento cosa sia..).
    Da dentro potrai lecitamente affermare che l'universo esiste da sempre perche non esiste nessun tempo t in cui l'universo non esisteva, pertanto non esiste un tempo t<t0 che possa servire come causa
    E questo depone decisamente a favore di una causa atemporale ed indiveniente che crea tutto l'esistente, senza alcun presupposto, ex nihilo.

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    Secondo punto di vista. Puoi concettualizzare lo spazio-tempo come una unica entita' 4-dim non immersa nel tempo e non immersa nello spazio, pertanto indiveniente (non cambia, ne' vi si applica l'aggettivo "statico", ne "permane" nel tempo). In tal caso pensare al big bang o pensare all'universo nello stato attuale fa lo stesso perche si tratta dello stesso oggetto/ente.
    Se l'entità quadrimensionale concettualizzata è sempre lo spazio-tempo, non vedo cosa cambi rispetto a quanto già detto sul fatto che lunghezza, larghezza, altezza e tempo abbiano senso solo in relazione ai corpi. Blocco o non blocco, a meno che non lo si consideri un'entità fisica, come un atomo, che contiene tutto, persino gli eventi.

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    Se per causa intendi il prs allora la risposta e' positiva. Di fatto se postuli il prs come vero trovi che alcuni fatti risultano contraddittori (le transizioni quantomeccaniche).
    Se con "causa" intendi un altra cosa .. dipende da cosa intendi con il termine.
    Se vuoi, possiamo provare a ragionarci su col prs così come formulato da Garrigou-Lagrange: "Ogni cosa ha in sé o in un altro la ragion d'essere di ciò che gli compete: in sé, se gli compete per ciò che lo costituisce in proprio; in un altro, se non gli compete per ciò che lo costituisce in proprio". G-L lo riformula anche così: "Ciò che è ha ciò per cui è (ciò di cui abbisogna per essere) e ciò che non ha ciò di cui abbisogna per essere non è affatto".

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    Non lo so, sinceramente non vedo la connessione, o meglio in questo momento non saprei a formulare un argomento chiaro che la giustifichi.
    Chiediglielo, magari dice qualcosa di sensato
    Ho provato così:

    Il decadimento è un fenomeno probabilistico, quindi non esiste un evento specifico che determina quando un particolare muone decadrà?

    Esattamente, il decadimento di particelle come il muone è un fenomeno intrinsecamente probabilistico. Non esiste un evento specifico che possa determinare il momento esatto in cui un singolo muone decadrà. Invece, il decadimento di un muone avviene con una certa probabilità in un intervallo di tempo definito dalla sua vita media.

    La vita media di un muone è il tempo medio che si aspetta che un gran numero di muoni duri prima di decadere. Ma ogni muone individuale può decadere in qualsiasi momento, e non possiamo prevedere quando accadrà per un muone specifico. Quindi, mentre possiamo fare previsioni statistiche sul comportamento di un gran numero di muoni, il decadimento di ciascun muone rimane un evento casuale.


    Perché non possiamo prevedere il momento in cui avverrà il decadimento di un singolo muone?

    Il decadimento di un singolo muone è un processo quantistico, e in meccanica quantistica i fenomeni di decadimento radioattivo sono intrinsecamente casuali e descritti da leggi probabilistiche.

    Quando si parla del decadimento di particelle come i muoni, la loro vita media è definita come il tempo medio che intercorre prima che un grande numero di muoni decada. Tuttavia, per un singolo muone, non possiamo prevedere con certezza quando avverrà il suo decadimento. Questo è dovuto a:

    1. Natura casuale del decadimento: Il decadimento di una particella subatomica è un evento intrinsecamente casuale. Sebbene possiamo calcolare la probabilità di decadimento in un certo intervallo di tempo, non possiamo determinare il momento esatto in cui avverrà.

    2. Modello di decadimento esponenziale: La vita media di un muone è collegata a una distribuzione esponenziale. Questo significa che, se osserviamo un gran numero di muoni, possiamo aspettarci che un certo numero di essi decadano dopo un certo tempo, ma per ciascun muone singolo l'evento di decadimento è imprevedibile.

    3. Principio di indeterminazione: In meccanica quantistica, esistono limiti fondamentali a quanto precisamente possiamo conoscere e misurare simultaneamente le proprietà delle particelle, come la loro posizione e il momento. Questo principio di indeterminazione influisce anche sulla nostra capacità di prevedere eventi specifici come il decadimento di un singolo muone.

    In sintesi, la natura probabilistica dei processi quantistici e le specifiche leggi fisiche che governano il decadimento rendono impossibile fare previsioni deterministiche sul momento esatto del decadimento di un singolo muone.


    La natura probabilistica dei fenomeni quantistici esclude completamente la causalità?

    La natura probabilistica dei fenomeni quantistici non esclude completamente la causalità, ma la riformula in termini diversi rispetto alla fisica classica. Nella meccanica quantistica, gli eventi non sono deterministici nel senso classico; ciò significa che non possiamo prevedere con certezza l'esito di una particolare misurazione. Tuttavia, possiamo descrivere il comportamento di un gran numero di sistemi quantistici attraverso le probabilità.

    In particolare, la meccanica quantistica utilizza funzioni d'onda e l'equazione di Schrödinger per descrivere il comportamento degli stati quantistici, e queste descrizioni forniscono informazioni probabilistiche su dove si possa trovare una particella, ad esempio.

    La causalità in fisica quantistica può essere vista come una sorta di "causalità statistica", dove le leggi governanti il comportamento di sistemi quantistici producono risultati casuali, ma coerenti con le probabilità previste dalle teorie quantistiche. Per esempio, se misuriamo spin di particelle in uno stato entangled, possiamo descrivere il risultato della misurazione di una particella in termini della probabilità relativa all'esito della misurazione dell'altra particella, ma non possiamo determinare con certezza quale risultato specifico otterremo.

    Inoltre, fenomeni come il collasso della funzione d'onda e l'entanglement quantistico possono sembrare sfidare la causalità classica, dato che le informazioni sembrano "viaggiare" istantaneamente tra particelle entangled. Questo porta a discussioni filosofiche e interpretative su cosa significhi la causalità nella meccanica quantistica.

    In sintesi, la fisica quantistica non esclude la causalità, ma la ristruttura in un contesto probabilistico, e questo ha implicazioni profonde per la nostra comprensione della realtà.


    Si può dire che nel mondo subatomico tutti i fenomeni che si verificano hanno una causa in termini probabilistici?

    Sì, nel mondo subatomico, i fenomeni sono spesso descritti da leggi di natura probabilistica. La meccanica quantistica, che è la teoria fisica che descrive il comportamento delle particelle subatomiche, introduce concetti come la funzione d'onda e il principio di indeterminazione di Heisenberg.

    Nella meccanica quantistica, non possiamo prevedere esattamente il risultato di un esperimento, ma possiamo calcolare le probabilità relative a diversi possibili risultati. Ad esempio, l'esito di una misurazione, come il posizionamento di un elettrone, è descritto da una distribuzione di probabilità.

    Quindi, sebbene ci siano leggi fisiche che governano il comportamento delle particelle subatomiche, molte delle loro interazioni e stati possono essere compresi solo in termini di probabilità piuttosto che di certezze deterministiche. Ciò non significa che gli eventi siano privi di causa, ma che le leggi che descrivono queste cause operano su una base probabilistica piuttosto che deterministica.


    Il fatto che non ci sia un evento specifico che determina il decadimento del muone dipende dal fatto che i fenomeni quantomeccanici seguono leggi probabilistiche?

    Sì, esattamente. Il decadimento del muone, così come altri fenomeni nella meccanica quantistica, è descritto da leggi probabilistiche.

    In particolare, il muone è una particella subatomica che si comporta secondo le statistiche quantistiche, e il suo tempo di vita (cioè quanto tempo vive prima di decadere in altre particelle) è descritto da una distribuzione esponenziale. Questo significa che, anche se possiamo conoscere il tempo medio di vita di un muone, non possiamo prevedere con certezza quando un singolo muone decadrà.

    Il decadimento avviene a livello quantistico, e l'idea fondamentale è che non esiste un evento "scatenante" specifico che determina il decadimento. Piuttosto, il processo è governato da una probabilità intrinseca che il muone decada in un certo intervallo di tempo.

    Quindi, il fatto che non ci sia un'eventualità deterministica sul decadimento del muone è una caratteristica fondamentale della meccanica quantistica, che contrasta con la nostra intuizione classica di eventi deterministici.


    Il fatto che non ci sia un evento specifico che determina il decadimento di un singolo muone dipende dal fatto che i fenomeni quantomeccanici seguono leggi probabilistiche?

    Sì, esattamente. Il decadimento di un muone, come per molte altre particelle subatomiche, è descritto dalla meccanica quantistica, che è intrinsecamente probabilistica. Non esiste un evento specifico e deterministico che causa il decadimento di un muone; piuttosto, ogni muone ha una certa probabilità di decadere in un dato intervallo di tempo.

    Quando si dice che un muone ha un tempo di vita medio (circa 2,2 microsecondi), ciò significa che ci si aspetta che il 50% dei muoni decadano entro quel tempo, ma non è possibile prevedere quando un singolo muone decadrà. Questo comportamento è tipico delle particelle subatomiche e riflette la natura probabilistica delle leggi della meccanica quantistica.

    In particolare, il decadimento di una particella come il muone è un processo intrinsecamente casuale, e la meccanica quantistica fornisce solo le statistiche e le probabilità relative a questi eventi, non dettagli deterministici su quando accadranno.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #5232
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    @Darwin

    Nei libri di storia scritti da fisici che leggi tu c'è anche scritto cosa dovette ritrattare esattamente il Pissini?
    https://books.google.it/books?id=Qhm...page&q&f=false
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  3. #5233
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    E questo depone decisamente a favore di una causa atemporale ed indiveniente che crea tutto l'esistente, senza alcun presupposto, ex nihilo.
    boh, davvero? per me parlare di causa di qualcosa senza avere in mano due istanti di tempo distinti non ha alcun senso.

    Se l'entità quadrimensionale concettualizzata è sempre lo spazio-tempo, non vedo cosa cambi rispetto a quanto già detto sul fatto che lunghezza, larghezza, altezza e tempo abbiano senso solo in relazione ai corpi. Blocco o non blocco, a meno che non lo si consideri un'entità fisica, come un atomo, che contiene tutto, persino gli eventi.
    non capisco.

    Se vuoi, possiamo provare a ragionarci su col prs così come formulato da Garrigou-Lagrange: "Ogni cosa ha in sé o in un altro la ragion d'essere di ciò che gli compete: in sé, se gli compete per ciò che lo costituisce in proprio; in un altro, se non gli compete per ciò che lo costituisce in proprio". G-L lo riformula anche così: "Ciò che è ha ciò per cui è (ciò di cui abbisogna per essere) e ciò che non ha ciò di cui abbisogna per essere non è affatto".
    bisognerebbe fare qualche esempio...

    Ho provato così:

    Il decadimento è un fenomeno probabilistico, quindi non esiste un evento specifico che determina quando un particolare muone decadrà?

    [I]Esattamente, il decadimento di particelle come il muone è un fenomeno intrinsecamente probabilistico. Non esiste un evento specifico che possa determinare il momento esatto in cui un singolo muone decadrà. Invece, il decadimento di un muone avviene con una certa probabilità in un intervallo di tempo definito dalla sua vita media.
    mi rendo conto ora che la domanda suona strana, mi sembra mal posta, non ha molto senso chiedersi se esiste un evento specifico che determina quando un particolare muone decadrà.
    Piuttosto andrebbe chiesto se è possibile calcolare quando etc.
    chatgpt dà cmq una risposta sensata.

    La natura probabilistica dei fenomeni quantistici esclude completamente la causalità?

    [I]La natura probabilistica dei fenomeni quantistici non esclude completamente la causalità, ma la riformula in termini diversi rispetto alla fisica classica. Nella meccanica quantistica, gli eventi non sono deterministici nel senso classico; ciò significa che non possiamo prevedere con certezza l'esito di una particolare misurazione. Tuttavia, possiamo descrivere il comportamento di un gran numero di sistemi quantistici attraverso le probabilità.
    Corretto. In termini generali.

    Il fatto che non ci sia un evento specifico che determina il decadimento del muone dipende dal fatto che i fenomeni quantomeccanici seguono leggi probabilistiche?

    Sì, esattamente. Il decadimento del muone, così come altri fenomeni nella meccanica quantistica, è descritto da leggi probabilistiche.

    Il decadimento avviene a livello quantistico, e l'idea fondamentale è che non esiste un evento "scatenante" specifico che determina il decadimento. Piuttosto, il processo è governato da una probabilità intrinseca che il muone decada in un certo intervallo di tempo.

    Quindi, il fatto che non ci sia un'eventualità deterministica sul decadimento del muone è una caratteristica fondamentale della meccanica quantistica, che contrasta con la nostra intuizione classica di eventi deterministici.


    Il fatto che non ci sia un evento specifico che determina il decadimento di un singolo muone dipende dal fatto che i fenomeni quantomeccanici seguono leggi probabilistiche?

    Sì, esattamente. Il decadimento di un muone, come per molte altre particelle subatomiche, è descritto dalla meccanica quantistica, che è intrinsecamente probabilistica. Non esiste un evento specifico e deterministico che causa il decadimento di un muone; piuttosto, ogni muone ha una certa probabilità di decadere in un dato intervallo di tempo.

    In particolare, il decadimento di una particella come il muone è un processo intrinsecamente casuale, e la meccanica quantistica fornisce solo le statistiche e le probabilità relative a questi eventi, non dettagli deterministici su quando accadranno.

    dice di si ma veramente non dice perche..
    in ogni caso la parte in verde è esattamente quello che sto affermando, e combacia con le risposte date in precedenza dal ns chatgpt.
    If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac

  4. #5234
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Interessante osservazione, non ti accuso di aver usato un sofisma, altri lo fanno qui e sapendo di farlo ma in genere tu no, ma piuttosto cadi nelle trappole del linguaggio.

    Se Dio è quello che è non è altro e nemmeno infinito ma capisci che è solo una falla linguistica poiché l'espressione corretta è che Dio è quello che è infinitamente. Con l'avverbio tu non hai un altro ente che avresti con un sostantivo quale "infinito" ma un attributo del verbo, in questo caso del verbo essere divino.

    E' importantissimo capire in che modo Dio è infinito, perchè la corretta espressione evita di cadere in pensieri panteistici; come Spinoza che concepiva l'infinità di Dio come un carattere della sua estensione. Se avesse pensato - che è già un errore - che l'estensione sia un attributo di Dio ma che almeno la sua infinità è un suo modo d'essere, il risultato sarebbe che avrebbe pensato l'estensione divina infinita nella sua sussistenza ma limitata nella sua essenza di estensione, che l'avrebbe almeno salvato dal panteismo. E forse l'avrebbe persino predisposto ad accettare la Trinità in quanto poteva riconoscere nel corpo di Cristo una certa estensione divina.

    Un altro caso ricorrente di errore di comprensione dell'infinità divina è quello - terribile! - della coincidentia oppositorum, per la quale Dio, data la sua infinità, dovrebbe comprendere tutto e il suo contrario.

    Quindi, bravo ad averlo fatto notare! Dio non è infinito ma è infinitamente quel che è; quindi è tale nei suoi attributi: infinitamente giusto, infinitamente misericordioso, ecc.
    Se sostieni che dio sia essenzialmente infinito allora posso provare a ipotizzare un Dio essenzialmente finito. A quel punto se la mia ipotesi e logicamente coerente significa che l'ipotesi di Dio infinito non e' una ipotesi necessaria. Quelle di Dio finitio o infinito divengono due ipotesi.
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  5. #5235
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il problema è che tu a quel "è quello che è" attribuisci un limite. Ma non c'è. Allora scatta il sofisma: non essere limitati non significa essere illimitati. Come dire: non fare il bene non significa fare il male, nonostante il male contraddica il bene!
    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Invece sì, perché non ha limiti alla propria esistenza e al proprio essere in atto. Ciò che non ha limiti è illimitato. Ciò che non è finito è infinito.



    Un'essenza la cui attuazione implica la realizzazione di un certo grado di perfezione dell'essere.



    "Atto senza limiti" non vuol dire che può perfezionarsi infinitamente. Continui a sbagliare. In primis, qua scadi nella confusione tra infinito in atto ed indefinito/infinito potenziale. Quando si parla di un ente che può perfezionarsi infinitamente si fa riferimento al secondo, non al primo. Ed è un ente che, proprio perché si può perfezionare, ha in se stesso potenza passiva. L'Atto senza limiti invece non ha potenza passiva e non si può perfezionare perché è già totalmente ed assolutamente perfetto.



    Sì, invece, perché quel "non può mutare" non è dettato da un limite, ma dalla sua assenza.



    Non ho detto che "l'assenza di limiti di potenza (espressione ambigua) determina necessariamente infinita perfezione". Ho detto che l'assenza di limitazione dell'atto da parte della potenza passiva e dell'esistenza da parte dell'essenza implica che Dio è illimitato ed infinito per la banalissima ragione che ciò non è limitato e non è finito è limitato ed è infinito.
    E' corretto affermare che la potenza limita l'ente in quanto gli impedisce di raggiungere la pienezza del suo essere ?
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  6. #5236
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    @emv Dio infinitamente è o dio "maggiormente" è ?

    Per maggiormente significa che le sue perfezioni sono maggiori delle perfezioni degli enti contingenti. Perché devono essere necessariamente di grado infinito?

    Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
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  7. #5237
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Un riassuntino?

  8. #5238
    SMF
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    boh, davvero? per me parlare di causa di qualcosa senza avere in mano due istanti di tempo distinti non ha alcun senso.
    Perché presumi che ciò che produce l'effetto, se esiste, sia necessariamente nel tempo.

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    non capisco.
    Voglio dire che, nel caso di questo "universo a blocco" di tipo quadrimensionale, se la sua quadrimensionalità è dettata dal fatto che lo si considera come insieme di lunghezza, altezza, larghezza e tempo, non sfugge comunque all'osservazione che avevo già fatto in precedenza. Ossia che è il classico ens rationis cum fundamento in re, il cui fondo di realtà è il fatto che ci siano dei corpi misurabili in quei termini. L'alternativa è che sia invece una sorta di luogo fisico in cui sono situati tutti i corpi.

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    bisognerebbe fare qualche esempio...
    Garrigou-Lagrange, prendendo in considerazione gli enti contingenti (che sono gli enti della nostra esperienza), dice che "ciò che è tale ma non per sé è dipendente da un altro". L'ente contingente non può che essere ab alio perché altrimenti ci sarebbe impossibilità. Negare che l'ente contingente sia condizionato (ossia relativo) è affermare che sia incondizionato e non relativo, cioè assoluto. E questo significa dire che ciò che è, senza che sia per sé, è per sé (questo è contraddittorio). Negare che l'ente - che esiste ma non è per se - abbia una ragion d'essere (ciò di cui abbisogna per essere) estrinseca equivale invece ad identificarlo con ciò che esiste per se. Se si nega che è per se ed al tempo stesso si nega che riceva da qualcun altro la propria giustificazione (la propria ragion d'essere), lo si riduce al nulla. Questo ragionamento può sembrare uno scioglilingua, ma mette in evidenza che un ente senza ragion d'essere non può esistere e che, nel caso degli enti contingenti, la loro ragion d'essere non può che risiedere in (almeno) un altro ente contingente.

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    mi rendo conto ora che la domanda suona strana, mi sembra mal posta, non ha molto senso chiedersi se esiste un evento specifico che determina quando un particolare muone decadrà.
    Piuttosto andrebbe chiesto se è possibile calcolare quando etc.
    chatgpt dà cmq una risposta sensata.


    Corretto. In termini generali.


    dice di si ma veramente non dice perche..
    in ogni caso la parte in verde è esattamente quello che sto affermando, e combacia con le risposte date in precedenza dal ns chatgpt.
    Ho provato ad affinare ulteriormente le domande.

    Non esiste un evento specifico che determina il decadimento di un singolo muone. Questo significa che il decadimento di un singolo muone è totalmente privo di causa?

    Il decadimento di un singolo muone non è privo di causa, ma è governato da leggi probabilistiche della fisica quantistica. Ogni muone ha una certa probabilità di decadere in un intervallo di tempo specifico, ma non è possibile determinare esattamente quando decaderebbe un singolo muone.

    In altre parole, mentre possiamo calcolare la vita media di un grande numero di muoni e prevedere quanti si decaderanno in un determinato intervallo di tempo, non c'è un "evento" specifico o una "causa" determinata che possa predire il decadimento di un muone individuale. L'atto di decadimento è quindi intrinsicamente casuale a livello individuale, ed è descritto da una distribuzione statistica.

    Quindi, pur essendo un fenomeno probabilistico e non deterministico, ci sono ancora leggi fisiche accurate che governano le probabilità associate al comportamento dei muoni.


    Se non c'è un evento specifico che determina il decadimento di un singolo muone, qual è la causa che fa decadere il singolo muone?

    Il decadimento di un muone, come di altre particelle instabili, è un processo intrinsecamente probabilistico e aleatorio descritto dalla meccanica quantistica. In termini semplici, non c'è un "evento specifico" che causa il decadimento di un singolo muone; invece, il decadimento avviene a causa delle proprietà fondamentali della particella stessa.

    I muoni sono particelle subatomiche che appartengono alla famiglia dei leptoni e sono instabili. Hanno una vita media caratteristica, che è di circa 2,2 microsecondi. Questo significa che, in media, il 50% dei muoni decadrà in quel tempo, ma ci sarà sempre una distribuzione probabilistica che determina quando un muone specifico decadrà.

    La causa del decadimento è una transizione quantistica che può avvenire in modo casuale. I muoni si decadono in particelle più leggere, come elettroni e neutrini, a causa dell'interazione debole, una delle quattro forze fondamentali della natura. Questa interazione è governata da leggi della fisica quantistica che introducono l'idea di probabilità e incertezza nei processi subatomici.

    In sintesi, non esiste una causa deterministica per il decadimento di un singolo muone; è un processo stocastico e le probabilità governano il momento in cui un muone decaderà.


    L'assenza di una causa deterministica nel decadimento del singolo muone, ammette o esclude una causa probabilistica nel decadimento del singolo muone?

    L'assenza di una causa deterministica nel decadimento del singolo muone implica che non ci sia un fattore specifico o un processo prevedibile che possa determinare esattamente quando un singolo muone decadrà. Tuttavia, ciò non esclude l'esistenza di una causa probabilistica.

    In fisica, i fenomeni di decadimento radioattivo, compresi quelli che coinvolgono i muoni, sono descritti in termini di probabilità. Ogni muone ha una certa probabilità di decadere in un determinato intervallo di tempo, ma il momento esatto del decadimento di un singolo muone non può essere previsto. Questo significa che mentre non ci sia un elemento deterministico nel processo, il decadimento segue una legge probabilistica ben definita, come la legge esponenziale, che descrive il comportamento della popolazione di muoni nel tempo.

    In sintesi, l'assenza di determinismo nel decadimento di un singolo muone non esclude la possibilità di una causa probabilistica, ma anzi, suggerisce che il processo di decadimento si basa su meccanismi probabilistici.


    Che cos'è una causa probabilistica?

    Una causa probabilistica è un concetto che si riferisce a una relazione in cui un evento o una condizione aumenta la probabilità di occorrenza di un altro evento, ma senza garantirlo con certezza. A differenza delle cause deterministiche, dove un evento produce sempre un altro evento in modo prevedibile e costante, le cause probabilistiche riconoscono che esiste un margine di incertezza.

    In ambito scientifico e filosofico, le cause probabilistiche sono spesso usate per descrivere fenomeni complessi, dove molteplici fattori possono influenzare il risultato finale. Ad esempio, il fumo è considerato una causa probabilistica per il cancro ai polmoni: non tutte le persone che fumano svilupperanno il cancro, ma i fumatori hanno una probabilità significativamente maggiore di svilupparlo rispetto ai non fumatori.

    In statistica e scienze sociali, le cause probabilistiche sono fondamentali per analizzare relazioni tra variabili e per effettuare previsioni basate su modelli probabilistici. Questi modelli possono aiutare a comprendere fenomeni come il comportamento umano, la diffusione di malattie, le dinamiche economiche e molti altri aspetti della realtà.


    Che cos'è una causa probabilistica nell'ambito della meccanica quantistica?

    Nell'ambito della meccanica quantistica, il concetto di "causa probabilistica" si riferisce all'idea che gli eventi a livello microscopico non seguono deterministicamente leggi di causa-effetto come nelle teorie classiche, ma piuttosto sono governati da probabilità. In altre parole, non possiamo prevedere con certezza l'esito di un esperimento quantistico, ma possiamo calcolare le probabilità di diversi esiti.

    Per esempio, consideriamo l'esperimento della doppia fenditura: quando una particella, come un elettrone, passa attraverso due fenditure, si può osservare un modello di interferenza nella distribuzione finale delle particelle, il che suggerisce che la particella si comporta come un'onda e che il suo comportamento è descritto da una funzione d'onda. Tuttavia, quando si misura quale fenditura l'elettrone ha attraversato, il modello di interferenza scompare, e si osserva un comportamento che sembra più "particellare". Questo cambiamento di comportamento è dovuto all'interazione della misura con il sistema quantistico.

    Quindi, in meccanica quantistica, non si può parlare di una causalità deterministica, ma piuttosto di una causalità probabilistica. Gli esiti degli eventi quantistici sono descritti in termini di probabilità, e le leggi della probabilità sono essenziali per comprendere e prevedere il comportamento delle particelle subatomiche. Questa natura probabilistica è uno dei tratti distintivi della meccanica quantistica e ha profonde implicazioni filosofiche e scientifiche.


    Nella meccanica quantistica un effetto ha necessariamente una causa, anche se i fenomeni sono governati da leggi probabilistiche?

    Nella meccanica quantistica, la relazione tra causa ed effetto è più complessa rispetto alla meccanica classica. Anche se i fenomeni quantistici sono governati da leggi probabilistiche, ciò non implica necessariamente che non ci siano cause. Un aspetto fondamentale della meccanica quantistica è il concetto di indeterminatezza: in molti esperimenti, i risultati non possono essere previsti con certezza, ma solo in termini di probabilità.

    In particolare, gli eventi quantistici possono essere considerati causali nel senso che ci sono leggi e regole (ad esempio, la funzione d'onda e il principio di sovrapposizione) che determinano la probabilità degli esiti. Tuttavia, il principio di indeterminazione di Heisenberg suggerisce che certe coppie di proprietà di una particella (come posizione e quantità di moto) non possono essere conosciute con precisione simultaneamente.

    Inoltre, i fenomeni quantistici, come il collasso della funzione d'onda, sollevano domande sulle cause: per esempio, cosa provoca il collasso della funzione d'onda in un particolare esperimento di misura? Qui si entra nel campo delle interpretazioni della meccanica quantistica, come la interpretazione di Copenhagen, l'interpretazione dei molti mondi, e altre, ciascuna con la propria visione su causa ed effetto.

    In sintesi, sì, i fenomeni quantistici presentano una relazione di causa ed effetto, ma essa è soggetta a incertezze e probabilità, che rendono la meccanica quantistica un campo affascinante e complesso.


    Non so se Chatgpt stia sparando idiozie, ma da tutto questo non si evince che ci siano fenomeni della mq senza causa, ma solo senza causa in senso deterministico.
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  9. #5239
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Gunthr Visualizza Messaggio
    Se io vedo un animale mai visto prima, osservo le sue caratteristiche e il suo comportamento, e lo chiamo cane, individuerò come cane un altro animale che presenti le stesse caratteristiche e comportamenti, nonostante abbia un aspetto parzialmente diverso. E in questo caso l’identificare il cane si spiega facendo ricorso solo a tratti concreti e sensibili, quelli che dici appartengono allo spazio tempo.

    Quando dici che si tratta invece di astrazione del concetto di cane, questa consiste nel sottrarre ai singoli cani le caratteristiche concrete che ne fanno singoli cani, ma questo vuol dire ugualmente lavorare sulle caratteristiche sensibili e “contingenti” dei cani, questa volta per esclusione, non nel farne a meno, e approdare a una dimensione concettuale oltre lo spazio e il tempo.
    Non è un'obiezione dirimente: l'astrazione del concetto avviene sempre sui singolari che, in quanto tali, presentano caratteristiche concrete; il punto è che con l'astrazione riusciamo a individuare quelle caratteristiche che ricorrono sempre quando si è in presenza di un determinato ente e che consentono di riconoscerlo come tale: se c'è un cane, avrà sempre quelle caratteristiche, a prescindere dalle circostanze particolari e, pertanto, dai vincoli dello spazio e del tempo.
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  10. #5240
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    E' corretto affermare che la potenza limita l'ente in quanto gli impedisce di raggiungere la pienezza del suo essere ?
    La potenza limita l'ente nel senso che 1) in antecedenza, circoscrive ciò che quell'ente, una volta in atto, sarà (es.: la pianta è la realizzazione della capacità reale del seme a diventare una pianta in atto); 2) successivamente, circoscrive ciò che quell'ente, una volta esistente in atto, può diventare (es.: il seme "in atto" ha la potenza di diventare una pianta, ma non ha la potenza di diventare un essere umano).
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