



Giudicare un'epoca dai limiti tecnologici... ma tutti vogliono il progresso, devi separare questa parte e capire lo spirito del tempo. Per me è incomprensibile come tu non riesca a fare questa distinzione.
Lo spirito di un'epoca può essere sempre fonte di ispirazione e di fatto viene riproposto dai grandi movimenti culturali, ad esempio attualmente è in corso un forte ritorno al paganesimo, ma quello più ancestrale non olimpico ma sciamanico. Tuttavia la tecnologia procede spedita, ma la forma mentis della nostra classe dirigente non è molto superiore a quella degli uomini della pietra. Certo bisogna avere le lenti culturali per accorgersene.
Peraltro la questione del tempo non la dovresti separare dai luoghi.
E non nominare il nome di Dio invano...![]()
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Veramente ho parlato di benessere, se questo è legato alle tecnologie non è colpa mia.
Io la distinzione la faccio, ma in un confronto si parla di dati oggettivi e il benessere attuale è, al momento, inarrivabile.
Infatti ho parlato di convergenze economiche, sociali e storiche.Lo spirito di un'epoca può essere sempre fonte di ispirazione e di fatto viene riproposto dai grandi movimenti culturali, ad esempio attualmente è in corso un forte ritorno al paganesimo, ma quello più ancestrale non olimpico ma sciamanico. Tuttavia la tecnologia procede spedita, ma la forma mentis della nostra classe dirigente non è molto superiore a quella degli uomini della pietra. Certo bisogna avere le lenti culturali per accorgersene.
Tu stai parlando di qualcosa di simile a un Destino Manifesto.
Serve una lente storica (e non religiosa) per accorgersene.
Non mi pare di averlo fatto.Peraltro la questione del tempo non la dovresti separare dai luoghi.
Non l'ho fatto. Mi serve il suo aiuto per sopportare la tua paranoia anticattolica.E non nominare il nome di Dio invano...![]()


Il singolo sasso è un ente reale. Il sasso come concetto è un ercfir.
Quindi, semplicemente, potrebbero esserci altre leggi della fisica che noi attualmente non conosciamo e che invece ci consentirebbero di spiegare quella singolarità iniziale? Ad ogni modo, premesso che il discorso è molto interessante a prescindere dal tema della nostra discussione, siamo comunque ben lontani dal poter dire che l'universo per esistere possa prescindere da una causa.
Quello sì, ma di per sé non è il mero atto di ingerire la pastiglia a produrre l'effetto della guarigione. A meno che non si voglia sostenere che la pastiglia faccia effetto nell'organismo nell'istante stesso in cui attraversa il cavo orale. Ma mi sembra un po' difficile.
Il fatto che il contadino scavi la buca proprio nel punto in cui c'è un tesoro non ha causa, se non per l'appunto accidentale: nessun fenomeno naturale di per sé ha determinato che scavasse proprio in quella parte del terreno sotto cui vi è il tesoro ed in effetti il contadino avrebbe potuto scavare in qualsiasi altro punto e non trovarvi alcunché, se non altra terra. Per questo mi sembra che l'analogia possa reggere con la metafora che hai fatto (ne presumo l'esattezza): il nostro muone lancia i dadi ed escono su tutti e sette i dadi il n. 1. A quel punto, decade in un elettrone. Potevano uscire combinazioni di numeri diverse e non sarebbe accaduto. Resta il fatto che, senza il lancio dei dadi, non sarebbe potuta uscire quella combinazione accidentale che fa decadere il muone in un elettrone. Analogamente: se il contadino non si fosse messo a scavare il terreno, non sarebbe stato ritrovato il tesoro. Prendi la mia come un'ipotesi di lavoro. Non pretendo che il paragone sia perfetto.
p.s.: è suggestivo che Aristotele sostenesse che dell'accidente non vi fosse scienza perché dell'essere come accidente non vi può essere causa, se non fortuita, e perciò, come tale, non determinata![]()
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Anche il merovingio è della mia stessa opinione sulla tua capacità di autocritica, ma ci sbaglieremo entrambi sicuramente.
E' molto diverso dirsi da solo che si hanno limiti dall'ammettere che hai sbagliato ed ha ragione il tuo interlocutore. E non parlo di me, mi riferisco a chiunque.Io non mi credo affatto infallibile, anzi, in questa stessa discussione ho detto che ho i miei limiti sia in termini di conoscenze che in termini espositivi, che riconosco senza problemi.
Ma pensi davvero che io possa solo lontanamente credere che un fanatico cattolico pieno di se e con l'orgoglio ai massimi livelli possa ammettere qualcosa ad un ateo che lo ha più volte messo alle strette ? no davvero ! Anzi, a me interessa zero il tuo parere, ne la tua ammissione di essere nel torto su un certo argomento.Non accetto invece attacchi personali con accuse pretestuose ed in particolar modo respingo senza remore le accuse di pretesa infallibilità da chi rosica semplicemente perché non "cedo" alle sue argomentazioni
No, chi non sa formalizzare non può parlare di logica matematica, semplice.Denigrare l'intera matematica? Ma che stai addì? Io denigravo solo un tuo modo spocchioso di approcciarti alla discussione, in base al quale sostenevi - praticamente - che chi non sapeva formalizzare non era in grado di argomentare e non poteva confutare le tue tesi.
Vedi ? queste precisazioni sono da puntiglio elementare.Non ho detto che non ho tempo. Ho detto che preferisco impiegarlo in cose che m'interessano.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Attenzione a non reificare il concetto di essenza. Non esiste nessun magico effluvio di nome "essenza" che è consustanziale a Dio. L'essenza non è un oggetto. È un concetto.
Quando si dice che in Dio essenza ed essere coincidono si vuol dire semplicemente che non siamo nel caso in cui esiste "il gatto" e poi il gatto1, gatto2, gatto3. Esiste e puo esistere solo "Dio" e l'essere che è Dio. Essi coincidono ma solo per analogia. È come se coincidessero.
È solo un modo complesso per dire una cosa semplice: è in essere un unico oggetto di quell essenza e non ha causa.
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !




mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Allora, siccome qui c'è qualcuno che dice delle idiozie prive di qualsiasi fondamento, torniamo alla realtà dei dati, cosa pensa la maggioranza dei filosofi professionisti mondiali recenti ?
Uno dei sondaggi più noti tra filosofi professionisti, il PhilPapers Survey (2009), ha rivelato che una maggioranza di filosofi contemporanei si dichiara atea o agnostica:
Atei: circa il 72% dei filosofi intervistati si identifica come ateo.
Teisti: circa il 14-15% si identifica come credente o teista.
Agnostici: circa il 12-13% si dichiara agnostico o non prende una posizione definitiva.
Questo sondaggio includeva filosofi provenienti da una vasta gamma di campi, con un'enfasi sui filosofi analitici di lingua inglese. Ergo, come era chiaro, la maggioranza dei filosofi contemporanei sembra come minimo rifiutare tutte le presunte dimostrazioni del tomismo.
Nel 2020 è stato rifatto...e le % di atei sono aumentate !
Ma a me, personalmente, interessa molto poco delle opinioni (mi serviva solo a far capire ad alcuni utenti che sono una minoranza persino tra i filosofi...), perché ciò che conta di una pretesa dimostrazione razionale, cioè logica, è analizzare tale dimostrazione con gli strumenti rigorosi della logica medesima, e questi ultimi non danno scampo alle pretese tomiste, giacché distruggono la pretesa necessità come più volte ho mostrato formalizzando.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


l'umanità - di cui oltretutto ce n'è solo una concreta - non è un ercfir perche fatta di individui, ma il sasso pur essendo fatto di individui (molecole) non è un ercfir?
Si.Quindi, semplicemente, potrebbero esserci altre leggi della fisica che noi attualmente non conosciamo e che invece ci consentirebbero di spiegare quella singolarità iniziale? Ad ogni modo, premesso che il discorso è molto interessante a prescindere dal tema della nostra discussione, siamo comunque ben lontani dal poter dire che l'universo per esistere possa prescindere da una causa.
Nuove leggi che pero si ridurrebbero alle leggi gia note a piu basse energie.
Ah ma non in quel senso.Quello sì, ma di per sé non è il mero atto di ingerire la pastiglia a produrre l'effetto della guarigione. A meno che non si voglia sostenere che la pastiglia faccia effetto nell'organismo nell'istante stesso in cui attraversa il cavo orale. Ma mi sembra un po' difficile.
Nel linguaggio comune se A causa B e B causa C diremo che A (con)causa C.
La pastiglia entra nel corpo, causa una serie di reazioni biochimiche, queste reazioni causano l'omeostasi dell'organismo che causa che la persona si senta guarita.
OK, per una volta il tuo esempio del contadino mi piace.Il fatto che il contadino scavi la buca proprio nel punto in cui c'è un tesoro non ha causa, se non per l'appunto accidentale: nessun fenomeno naturale di per sé ha determinato che scavasse proprio in quella parte del terreno sotto cui vi è il tesoro ed in effetti il contadino avrebbe potuto scavare in qualsiasi altro punto e non trovarvi alcunché, se non altra terra. Per questo mi sembra che l'analogia possa reggere con la metafora che hai fatto (ne presumo l'esattezza): il nostro muone lancia i dadi ed escono su tutti e sette i dadi il n. 1. A quel punto, decade in un elettrone. Potevano uscire combinazioni di numeri diverse e non sarebbe accaduto. Resta il fatto che, senza il lancio dei dadi, non sarebbe potuta uscire quella combinazione accidentale che fa decadere il muone in un elettrone. Analogamente: se il contadino non si fosse messo a scavare il terreno, non sarebbe stato ritrovato il tesoro. Prendi la mia come un'ipotesi di lavoro. Non pretendo che il paragone sia perfetto.
p.s.: è suggestivo che Aristotele sostenesse che dell'accidente non vi fosse scienza perché dell'essere come accidente non vi può essere causa, se non fortuita, e perciò, come tale, non determinata![]()
Vediamola dal pt di vista del tesoro: lui stava gia li dal tempo dei pirati. Un giorno una zappa gli da contro. La zappa è mossa dal contadino, il contadino è mosso dal desiderio di piantare un albero, che è mosso dalla moglie del contadino a cui piacciono le ciliegie... etc etc. La catena causale del suo apparire può bene descriversi in questi termini.
Dal pt di vista del contadino l'apparire del tesoro risulta fortuito solo nella misura in cui la sua decisione di zappare esattamente in quel posto non sembra correlata o collegabile - almeno in prima analisi - con nessun evento che abbia a che fare con i pirati e il tesoro.
Piu che dire "la causa è il contadino" dovremmo dire "la causa è cio che il contadino fa". In altre parole quando si parla di causa ed effetti occorre essere in grado di specificare un'azione, non soltanto il soggetto dell'azione.
If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac