



Se essere = esistenza, allora l’essere è solo la totalità delle cose che esistono, la somma mutevole in numero e forma di tutto ciò che esiste divenendo, e non un principio trascendentale.
Dall’esistenza delle cose non si esclude che si possa ricavare la nozione di essere
Anzi:
Concettualmente la nozione di esistenza è inclusa in quella di essere
O meglio:
in una certa misura, la nozione di "esistenza" è convertibile in quella di "essere"
Però:
concettualmente la nozione di "essere" è antecedente a quella di "esistenza"
Questo gioco a rimpiattino fra due nozioni che sono convertibili, una antecedente, una inclusa nell’altra in una certa misura, note ma indefinibili ecc. ti sei chiesto su quale piano avviene? Perché si tratta appunto del piano del linguaggio. Se restano dei dubbi possiamo anche confrontare l’essere come inteso da Tommaso e come Severino spiega l’essere come inteso da Tommaso, alla luce della verità dell'essere.
Validità va bene, non è però lo stesso che assolutamente oggettivo, universale e necessario: validità =/= verità assoluta. Questi sono tratti che ci si limita a presumere, aggiungendoli perché si vuole che la conoscenza (in questo caso metafisica) sia appunto universale, necessaria e assolutamente oggettiva. Tralascio per il momento il fatto che tu usi in modo molto estensivo la parola “autoevidenza”, ben al di là di nozioni e principi primi. Abbiamo già visto che per Aristotele in ultima istanza tutto si riconduce a un non ben definito nous, le magnifiche sorti della conoscenza dipendono in tutto da questo “intelletto” di ascendenza platonica, ed è questa sua facoltà di cogliere l’universale che non possiamo verificare.
- Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.
Nietzsche, 1887


If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac


@emv
Sei d'accordo che la fissa di mettere in pratica la filosofia è più di Platone che di Aristotele?
(Fermo restando che entrambi non erano dei passeggiatori alla Kant).
Lo Stagirita era più vicino al vivi nascosto epicureo di quanto lo fosse l'ateniese.
Anche lo studio della fisica e della biologia era più volto alla contemplazione che all'azione.
(Secondo alcuni questo ha rallentato il progresso scientifico in occidente, ma forse ha solo rinviato la distruzione del pianeta.)
Secondo me, per questo poi quando si volge alla filosofia pratica in etica e politica è più concreto e meno utopistico di Platone.
Anche la virtù è in primo luogo una questione di crescita personale che poi si riverbera sulla comunità.


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172




Materialismo ed idealismo estremo in un botta sola, l'equilibrio è sconosciuto.
"Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!" Matteo 7, 13-14


Cmq leggendo questo 3d è evidente che la "metafisica" per alcuni partecipanti equivale a quello che loro hanno in testa. Lo dimostra la questione dei numeri decimali che per loro sono "ontologicamente" interi, siccome nella loro testa sono interi, allora ontologicamente ovvero realmente sono interi !!
Ma come si può oggi, dopo quanto sappiamo del mondo che ci circonda, dire una roba del genere ? Sembra uscita dalla mente di un bambino di 12 anni.
Si può sostenere che un numero n è diverso dal n+x con n, x appartenere ai numeri Reali, ma questo è il principio di identità, non di "interezza". Se anche tutto l'universo fosse discreto anche nello spazio, rimarrebbero numeri decimali, discreto <> intero
Infine quindi, le serie infinite che portano ad un numero finito, dimosrtano esattamente la possibilità che oggi si verifichi una certo evento (valore finito) che ha cause infinite nel passato (una serie infinita).
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Il problema è che essendo fondamentalmente idealisti per loro un numero è un 'concetto' , un 'ente' , una 'monade' e visto che non esiste un mezzo concetto , un mezzo ente e/o un mezza monade , allora non può che essere un 'intero'.
Sulla utilità di questa linea di pensiero stendiamo un velo pietoso.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172