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Discussione: Fede o scienza?

  1. #6601
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Pensa che a mio avviso è il loro utilizzo che li rende reali o meglio toglie la qualifica di mero concetto.
    Pragmatismo vs idealismo.
    Peccato per te che il padre del pragmatismo (Charles Sanders Peirce) fosse matematico ed idealista.

  2. #6602
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se non espliciti che cosa intendi dire, queste sono affermazioni abbastanza fumose. La totalità delle cose che esistono e divengono sono tali perché hanno tutte l'essere: non è un mistero. Se per "principio immanente" (ricordo che l'aggettivo "immanente" significa "insito in qualcosa") intendi il fatto che in ogni cosa ci sia l'essere secondo la natura propria alle singole cose, sfondi una porta aperta.
    Se essere = esistenza, allora l’essere è solo la totalità delle cose che esistono, la somma mutevole in numero e forma di tutto ciò che esiste divenendo, e non un principio trascendentale.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    E chi dice che questo esclude che ricaviamo anche la nozione di "essere"?

    Anche ammettendo che dalle cose che (ci) sono noi ricaviamo la nozione di "esistenza" (mai negato, d'altronde), questo non significa affatto che noi non ricaviamo anche la nozione di "ente" e la nozione di "essere" né smentisce che, concettualmente, la nozione di "esistenza" sia inclusa in quella di "essere".

    In realtà, in una certa misura, la nozione di "esistenza" è convertibile in quella di "essere". E questo è possibile perché concettualmente la nozione di "essere" è antecedente a quella di "esistenza" (cioè l'"essere" comprende l'"esistenza" e l'"esistere").

    Te l'ho già detto: non esiste alcuna definizione di "essere" perché quella di "essere" non è una nozione che esprime la realtà di un determinato insieme di enti distinguibili tramite genere prossimo e differenza specifica, ma ciò che è comune a tutti gli enti in quanto tali. Ossia: il fatto di avere l'essere, seppur in molti modi. Sarebbe come chiedere la definizione di "esistere" o di "vivere": non ci sono e, peraltro, entrambi non sono concetti univoci. Prendiamo la nozione di "esistere" o di "esistenza". Vogliamo forse dire che ogni cosa che esiste, cioè ha l'esistenza, esista nello stesso identico modo sempre e comunque? Non è da meno la nozione di "vivere" o di "vita". Tutto ciò che vive, cioè ha vita, vive nello stesso identico modo sempre e comunque? Eppure, in entrambi i casi siamo di fronte a nozioni che esprimono indubbiamente qualcosa di aderente al reale. Poi, se si vuole, possiamo entrare nel merito del concetto intensivo di essere, che è stato uno dei più importanti guadagni del pensiero di S. Tommaso d'Aquino nel suo aspetto eminentemente filosofico, ma finché si considera l'"essere" solo un dato linguistico non so quanto sarebbe proficuo.
    Dall’esistenza delle cose non si esclude che si possa ricavare la nozione di essere
    Anzi:
    Concettualmente la nozione di esistenza è inclusa in quella di essere
    O meglio:
    in una certa misura, la nozione di "esistenza" è convertibile in quella di "essere"
    Però:
    concettualmente la nozione di "essere" è antecedente a quella di "esistenza"

    Questo gioco a rimpiattino fra due nozioni che sono convertibili, una antecedente, una inclusa nell’altra in una certa misura, note ma indefinibili ecc. ti sei chiesto su quale piano avviene? Perché si tratta appunto del piano del linguaggio. Se restano dei dubbi possiamo anche confrontare l’essere come inteso da Tommaso e come Severino spiega l’essere come inteso da Tommaso, alla luce della verità dell'essere.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Le conoscenze probabili per ovvi motivi non sono conoscenze né immediatamente né mediatamente evidenti. Sono frutto di conclusioni ottenute tramite un ragionamento per analogia con i sillogismi dimostrativi. La validità dei sillogismi dimostrativi è però subordinata alle autoevidenze che li fondano (come si verifica che queste autoevidenze siano effettivamente tali? Tramite il procedimento dell'elenchos, che però tu releghi a mero ed autoreferenziale esercizio linguistico). Tu invece ritieni che le autoevidenze non siano tali (o deprezzi l'autoevidenza ad un dare per scontato che ci sia/esista qualcosa, a seconda dei casi), non avvedendoti che, se riconosci validità alla dimostrazione sillogistico-deduttiva, non puoi non riconoscere validità a ciò che fonda tale dimostrazione, ossia nozioni e principi primi. Altrimenti cadrebbe anche la validità degli stessi sillogismi dimostrativi. E non potremmo avere nemmeno conoscenze probabili perché mancheremmo di un termine di paragone valido.
    Validità va bene, non è però lo stesso che assolutamente oggettivo, universale e necessario: validità =/= verità assoluta. Questi sono tratti che ci si limita a presumere, aggiungendoli perché si vuole che la conoscenza (in questo caso metafisica) sia appunto universale, necessaria e assolutamente oggettiva. Tralascio per il momento il fatto che tu usi in modo molto estensivo la parola “autoevidenza”, ben al di là di nozioni e principi primi. Abbiamo già visto che per Aristotele in ultima istanza tutto si riconduce a un non ben definito nous, le magnifiche sorti della conoscenza dipendono in tutto da questo “intelletto” di ascendenza platonica, ed è questa sua facoltà di cogliere l’universale che non possiamo verificare.
    - Non esiste in Germania una cricca più spudorata e stupida di questi antisemiti.

    Nietzsche, 1887

  3. #6603
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Ho recuperato l'articolo che avevo letto su come i numeri complessi siano necessari per la MQ anche sperimentalmente.

    https://www.sciencenews.org/article/...s-math-reality
    non solo mq... ovunque appaia un comportamento oscillatorio appaiono i numeri complessi (trasf. di fourier, laplace, mq, moti armonici...).
    la ragione fondamentale sta nella relazione di eulero exp(i*t) = cos(t) + i*sin(t)
    If we are honest - and scientists have to be - we must admit that religion is a jumble of false assertions. P. Dirac

  4. #6604
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    @emv

    Sei d'accordo che la fissa di mettere in pratica la filosofia è più di Platone che di Aristotele?

    (Fermo restando che entrambi non erano dei passeggiatori alla Kant).

    Lo Stagirita era più vicino al vivi nascosto epicureo di quanto lo fosse l'ateniese.

    Anche lo studio della fisica e della biologia era più volto alla contemplazione che all'azione.

    (Secondo alcuni questo ha rallentato il progresso scientifico in occidente, ma forse ha solo rinviato la distruzione del pianeta.)

    Secondo me, per questo poi quando si volge alla filosofia pratica in etica e politica è più concreto e meno utopistico di Platone.

    Anche la virtù è in primo luogo una questione di crescita personale che poi si riverbera sulla comunità.

  5. #6605
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da topquark Visualizza Messaggio
    la ragione fondamentale sta nella relazione di eulero exp(i*t) = cos(t) + i*sin(t)
    Che meraviglia.... se i ns. amici fossero minimamente in grado di astrarre, capirebbero che se proprio devono trovare un dio potrebbero trovarlo nella cosiddetta "equazione di dio" per l'appunto: l'identità di Eulero.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  6. #6606
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Che meraviglia.... se i ns. amici fossero minimamente in grado di astrarre, capirebbero che se proprio devono trovare un dio potrebbero trovarlo nella cosiddetta "equazione di dio" per l'appunto: l'identità di Eulero.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  7. #6607
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Materialismo ed idealismo estremo in un botta sola, l'equilibrio è sconosciuto.

    "Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!" Matteo 7, 13-14

  8. #6608
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Cmq leggendo questo 3d è evidente che la "metafisica" per alcuni partecipanti equivale a quello che loro hanno in testa. Lo dimostra la questione dei numeri decimali che per loro sono "ontologicamente" interi, siccome nella loro testa sono interi, allora ontologicamente ovvero realmente sono interi !!

    Ma come si può oggi, dopo quanto sappiamo del mondo che ci circonda, dire una roba del genere ? Sembra uscita dalla mente di un bambino di 12 anni.

    Si può sostenere che un numero n è diverso dal n+x con n, x appartenere ai numeri Reali, ma questo è il principio di identità, non di "interezza". Se anche tutto l'universo fosse discreto anche nello spazio, rimarrebbero numeri decimali, discreto <> intero

    Infine quindi, le serie infinite che portano ad un numero finito, dimosrtano esattamente la possibilità che oggi si verifichi una certo evento (valore finito) che ha cause infinite nel passato (una serie infinita).
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

  9. #6609
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Cmq leggendo questo 3d è evidente che la "metafisica" per alcuni partecipanti equivale a quello che loro hanno in testa. Lo dimostra la questione dei numeri decimali che per loro sono "ontologicamente" interi, siccome nella loro testa sono interi, allora ontologicamente ovvero realmente sono interi !!

    Ma come si può oggi, dopo quanto sappiamo del mondo che ci circonda, dire una roba del genere ? Sembra uscita dalla mente di un bambino di 12 anni.

    Si può sostenere che un numero n è diverso dal n+x con n, x appartenere ai numeri Reali, ma questo è il principio di identità, non di "interezza". Se anche tutto l'universo fosse discreto anche nello spazio, rimarrebbero numeri decimali, discreto <> intero

    Infine quindi, le serie infinite che portano ad un numero finito, dimosrtano esattamente la possibilità che oggi si verifichi una certo evento (valore finito) che ha cause infinite nel passato (una serie infinita).
    Il problema è che essendo fondamentalmente idealisti per loro un numero è un 'concetto' , un 'ente' , una 'monade' e visto che non esiste un mezzo concetto , un mezzo ente e/o un mezza monade , allora non può che essere un 'intero'.
    Sulla utilità di questa linea di pensiero stendiamo un velo pietoso.
    Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna

  10. #6610
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Il problema è che essendo fondamentalmente idealisti per loro un numero è un 'concetto' , un 'ente' , una 'monade' e visto che non esiste un mezzo concetto , un mezzo ente e/o un mezza monade , allora non può che essere un 'intero'.
    Sulla utilità di questa linea di pensiero stendiamo un velo pietoso.
    Si è quello che intendevo io, ma è proprio errato il concetto di "intero" che hanno in testa, intero in matematica ha un significato chiarissimo, così come decimale.
    mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
    Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172

 

 
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