











@TheMeroving
Ammetto solo obiezioni basate su qualcosa che sai e non su qualcosa che non sai.
Aspetta, riformulo a parole mie:
Queste argomentazioni possono facilmente estendersi a tutte le dottrine materialiste. L’atomismo stesso che, a prima vista, sembra essere quello più lontano dall’idealismo, visto che fa degli esseri un’aggregazione fortuita di atomi, e che non ammette né leggi né forme determinate, si basa su un dato idealista. Che cosa è, in fondo, l’atomo? Non è altro che una forza semplice e non estesa, oppure una molecola materiale indivisibile. Ma se è una forza semplice sarà la monade di Leibniz che, in fondo, altro non è che una concezione ideale e che riproduce, sotto una forma nuova, a nostro avviso, meno profonda, l’idea di Platone.
In quanto alla seconda ipotesi non sapremmo concepire una molecola assolutamente indivisibile. Ma lì dove esistessero, o si potessero concepire molecole indivisibili, esse sarebbero delle molecole semplici, e ciò ci riporta all’atomo determinato come forza semplice. D’altronde, a prescindere da come ci si raffiguri l’atomo, siccome non ci è dato altro attraverso l’esperienza se non la causa, la sostanza, non esiste altro fondamento, altro principio che non l’idea.
Così il materialismo, sotto diversi aspetti e nelle sue linee essenziali, non può fare a meno dell’idealismo, anche se spesso si tratta di un idealismo oscuro, che ignora persino se stesso.


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


1) Non penso che tu abbia dato risposte soddisfacenti, ma entriamo pure - nuovamente - nel merito.
A) Ripeto che il tuo è solo un tentativo dialettico di scappare dall'inevitabile.
B) Finalmente hai ammesso che "essere senza causa" significa non avere limiti di esistenza. E che quindi sei e non puoi non essere. Pertanto, ne consegue per logica che "essere senza causa" vuol dire pure non avere limiti al proprio essere. Ed ora il cerchio si stringe: 1) una cosa o è limitata o non è limitata; 2) se non è limitata, è illimitata; 3) se non ci sono limiti alla propria esistenza e al proprio essere (è equivalente), significa che la propria esistenza è illimitata e che il proprio essere è illimitato; 4) limitato = finito; 5) illimitato = infinito; 6) Dio è Essere illimitato ed infinito. Segue eccome, caro Merovingio!
2) Invece è chiarissimo: cosa limita l'essere in atto? La potenza passiva. Se non c'è potenza passiva, non c'è limite. È così semplice...
3) Da questa risposta sospetto che tu non abbia capito il senso della mia obiezione. Ad ogni modo, a questa argomentazione penso di aver già risposto qui.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Aspetta, riformulo a parole mie:
I molteplici motori immateriali delle particelle creano ex nihilo ciascuno un atomo? Embè? Cosa cambia rispetto a quello che hai detto finora?
I molteplici motori delle particelle creano ex nihilo un atomo ciascuno? Vale la solita obiezione: per creare ex nihilo è necessario che siano l'Essere stesso sussistente perché solo quest'ultimo può dare l'essere a qualcosa senza alcun presupposto entitativo (materiale o spirituale) di alcun genere. Se i tuoi molteplici motori delle particelle sono l'Essere stesso sussistente, vale il discorso già ripetuto innumerevoli volte: sono totalmente identici? Allora non possono essere molteplici. Ce n'è uno solo. Non sono totalmente identici? Allora c'è qualcosa che li differenzia l'uno dall'altro. Se è così, vuol dire che non sono l'Essere stesso sussistente, tranne uno. Ne consegue che nemmeno possono creare ex nihilo per la ragione già detta: solo ed esclusivamente l'Essere stesso sussistente può dare l'essere ad una cosa senz'altro presupposto materiale o immateriale. Era così necessario costringermi a ripetere quello che ho già spiegato numerose volte?