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Discussione: Fede o scienza?

  1. #7891
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    2) lo fa proprio per lenire il senso di aridità
    Se l'altruismo non è gratuito, dopo un po' di fallimenti smette, invece madre Teresa di C. ha continuato fino alla fine, nonostante l'aridità.


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  2. #7892
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    Se l'altruismo non è gratuito, dopo un po' di fallimenti smette, invece madre Teresa di C. ha continuato fino alla fine, nonostante l'aridità.
    Madre Teresa era famosa e stimata. Fra l'altro ha sempre rimarcato che donare appaga chi lo fa.

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  3. #7893
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Madre Teresa era famosa e stimata. Fra l'altro ha sempre rimarcato che donare appaga chi lo fa.
    Quando l'ha rimarcato? Se poi l'impossibilità dell'amore gratuito è un altro dei tuoi dogmi c'è poco da fare.


    Ero Narel Jarvi...

  4. #7894
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    Quando l'ha rimarcato? Se poi l'impossibilità dell'amore gratuito è un altro dei tuoi dogmi c'è poco da fare.
    "Le opere dell’amore
    sono sempre opere di pace.
    Ogni volta che dividerai
    il tuo amore con gli altri,
    ti accorgerai della pace
    che giunge a te e a loro."


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  5. #7895
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non ho intenzione ora di parlare di tutto l'impianto severiniano dei suo difetti, ecc.. mi interessa semplicemente farti comprendere, che il tuo è uno dei modelli esistenti.
    @Aladar, mi sembra una considerazione scontata. Chiunque abbia studiato filosofia anche solo al liceo sa benissimo che, nella storia, ci sono stati diversi autori e diversi sistemi filosofici. Questo, di per sé, non implica che non ce ne sia uno migliore degli altri.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non ho idea di cosa significhi "causalità in senso meramente deterministico". In fisica, come nella realtà in genere, esistono due tipi di eventi: deterministici e non-deterministici.

    Il primo tipo indica che, conoscendo tutte le variabili del sistema, conoscendo tutte le leggi della natura, avendo capacità di calcolo infinita si può determinare sempre esattamente l'evoluzione futura dei sistema, perché ogni singola variabile ha una legge causale specifica che la determina nel tempo.

    Il secondo indica che pur conoscendo tutte le variabili del sistema, conoscendo tutte le leggi della natura, avendo capacità di calcolo infinita non si può comunque determinare l'evoluzione futura del sistema perché non vi è una legge causale per ogni variabile in gioco.

    La fiisica ci dice che esistono sistemi del primo tipo (la maggioranza) e sistemi del secondo tipo (nel mondo subatomico).
    Non mi sembra di essermi espresso in ostrogoto

    La causalità intesa in senso meramente deterministico è quella della fisica classica newtoniana. Come definizione si può usare questa qui: "Le leggi che governano l'universo (o un suo sottosistema), unitamente alle condizioni iniziali, sono tali da determinare univocamente tutta la sua evoluzione temporale" (tratta da tale articolo). Secondo Evandro Agazzi, il determinismo avrebbe tre formulazioni: la prima dice che in natura ogni causa possiede un solo e ben determinato effetto; la seconda dice che, in natura, ogni causa ha un solo e ben determinato effetto e viceversa; la terza dice che, nel caso dei fenomeni naturali, la conoscenza delle cause consente una previsione esalta degli effetti. La terza formulazione implicherebbe le prime due.

    Per quanto riguarda l'indeterminismo, ci si può rifare alla definizione di De Broglie, che avevo già riportato:

    "Indipendentemente dagli errori accidentali dovuti all'imperfezione delle nostre misure, una osservazione non può - per una legge fondamentale della natura - permetterci di determinare insieme, con perfetta precisione, la posizione e lo stato di moto di un corpuscolo (elettrone). Più la determinazione di una delle coordinate del corpuscolo sarà fatta con precisione, meno esattamente sarà conosciuta la componente corrispondente della velocità e viceversa. Parimenti si può aumentare la precisione con la quale si misura l'istante del passaggio di un corpuscolo in un punto dello spazio solo a detrimento della precisione con la quale è conosciuta l'energia di questo corpuscolo e viceversa" (cit. in Déterminisme et causalité dans la physique contemporaine, Revue de Métaph. et de morale, 1929).

    Cosa dice, invece, il principio di causalità, così come inteso dalla filosofia tomista? Ci sono diverse formulazioni possibili, ancorché sostanzialmente equivalenti, ma possiamo semantizzarlo così: ciò che non esiste di per sé riceve necessariamente l'esistenza da qualcos'altro di esistente. "Ciò che non esiste di per sé" è l'ente che, sotto un aspetto o un altro, o è mutato o è mutevole.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non nella sua interezza, come sistema totale chiuso l'universo non muta.
    Non è rilevante ai fini del discorso. Dio è l'indiveniente. Non è qualcosa che muta in un aspetto, restando immutabile dall'altro.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Ma il lancio non è la causa del fatto che sia uscita testa o croce, il lancio è la causa del fatto che potrebbe uscire o una o l'altra, non è sufficiente a giustificare quale. Te lo ha già spiegato anche topquark, ma evidentemente è complesso per te capirlo.
    Fuor di metafora, il punto è che non possiamo sapere con precisione in quale istante il muone decadrà in due neutrini ed in un elettrone per motivi intrinseci al fenomeno stesso. Per principio, è impossibile sapere perché il muone X è decaduto una volta al tempo t1, un'altra volta al tempo t2, un'altra volta ancora al tempo t3 ed altre volte ancora non è proprio decaduto. Tenendo conto di quanto scritto sopra, questo è un problema che riguarda solo l'impossibilità di sapere, per principio, il "quando" (o, se vuoi, il "perché del quando") di un determinato fenomeno. In che modo questo inficerebbe il principio di causalità, secondo il quale ogni ente che non esiste di per sé esiste in virtù di un altro (si tratti di un solo ente o di una molteplicità di enti)?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Il giochino di dire:" no, ma la cusalità metafisica è cosa diversa dalla causalità deterministica", mi fa semplicemente sorridere. Il concetto di causa è uno solo.
    A me invece fa sorridere la tua pretesa esclusivistica

    Se avessi ragione tu e la causalità fosse solo quella del determinismo fisico, allora sappi che con le cinque vie del tomismo non è mai c'entrata alcunché. Altrimenti avremmo avuto Newton già nella seconda metà del '200 (o addirittura ai tempi di Aristotele) anziché nel '600-'700.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non ho postato alcuna version errata, è quella della versione del mio libro, ma non cambia nulla nemmeno con la tua edizione se tanto ritieni che i fisici parlano di una causa diversa dalla tua...
    Io, fossi in te, mi chiederei il perché di questa discrepanza tra un'edizione e l'altra.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Ma rimane il fatto che non è mai stato causato, mai stato creato.
    Ed invece sì, perché il fatto di esistere continuativamente "da sempre" non lo rende immutabile.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Ma che riposta è ? significa che non c'è differenza tra forma e sostanza ! a che pro avere due parole che indicano la stessa cosa ?
    Invece, se leggi meglio, la differenza c'è. Convengo che il distinguo fra la sostanza intesa come natura dell'ente e la forma sia più sottile e meno immediato degli altri ma ora provo a spiegartelo meglio, sempre tenendo conto dell'esempio che ti ho fatto: la natura dell'ente-bestia è il suo essere "animale sensitivo". In questa definizione è inclusa la sua corporeità (infatti quello della bestia o animale è, ipso facto, un corpo animato, cioè dotato di vita); la forma è la sola anima sensitiva, senza la sua corporeità.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Veramente io (la fisica) insegno che non esiste.
    E il vuoto quantistico?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non c'è alcun disorientamento, c'è la sorpresa di quanto vuoti siano i concetti metafisici tomisti.
    Ogni disciplina ha la sua terminologia, non fare il brontolone

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Appunto, indica un totale nulla, un senza senso alcuno rispetto alla realtà. Che serve avere sto concetto ? se non per tentare di fare da stampella a tesi che si vogliono tenere in piedi ?
    Un cultore dell'indeterminismo come te viene a dirmi che un concetto che indica qualcosa di indeterminato sarebbe "un senza senso alcuno rispetto alla realtà" o, peggio ancora, "un totale nulla"?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Non ho detto che i tomisti negano la materialità delle particelle, ho detto che i tomisti non associano il loro concetto di materia alle particelle, ma dovrebbero farlo visto che sono esattamente la descrizione che loro fanno di materia.
    Beh i tomisti si sono posti il problema ed hanno convenuto che, se le particelle non sono mere rappresentazioni della realtà ma realtà vere e proprie, non potrebbero che essere esse stesse sinolo di forma e materia.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    No c'è da spostare nulla, sono la materia, perché sono esattamente ciò che in ogni trasformazione, nonostante i mutamenti radicali che può implicare, da continuità e permane come substrato.
    E se un domani per ipotesi riuscissimo a dividere ulteriormente i quark? Come la metteremmo?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Solo che quando i tomisti formularono questa cosa, non sapevano ne potevano lontanamente supporre che tutto l'universo, tutti i corpi composti sono fatti delle stesse identiche particelle.
    Guarda che il tomismo non s'è fermato al 1300: è una corrente filosofica che ha avuto continuità nel tempo ed ha avuto modo di affrontare anche questi temi.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Ma assolutamente nulla, questo è il punto, si chiamano elementari per questo.
    E di cosa sono fatte le particelle elementari?

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Nessun "e così via" aveva ragione Democrito e torto tutti gli altri.
    Se lallero

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    E allora i tomisti non lo sanno usare, chiedete agli scienziati.
    Positivismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Aladar Visualizza Messaggio
    Di per se significa che esiste senza dover interagire con nulla, ma può interagire.
    Appunto: quindi è qualcosa di mutabile.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  6. #7896
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    "Le opere dell’amore
    sono sempre opere di pace.
    Ogni volta che dividerai
    il tuo amore con gli altri,
    ti accorgerai della pace
    che giunge a te e a loro."
    @TheMeroving

    Una forma d'incoraggiamento, ma non credo pensasse fosse un automatismo, d'altronde la sua aridità la teneva nascosta in vita.


    Ero Narel Jarvi...

  7. #7897
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da Placido Visualizza Messaggio
    @TheMeroving

    Una forma d'incoraggiamento, ma non credo pensasse fosse un automatismo, d'altronde la sua aridità la teneva nascosta in vita.
    Aridità che leniva con le endorfine generate dall empatia soddisfatta.

    Il potere curativo degli abbracci

    “I poteri di questo gesto, apparentemente semplice ma dai grandi benefici, toccano corpo e mente e spaziano da importanti vissuti emotivi e relazionali, come lo scambio di emozioni intense, la rassicurazione, la trasmissione di affetto, a significative attivazioni neuroendocrine, in quanto attiva la produzione di neurotrasmettitori e ormoni che favoriscono il benessere psicofisico, rinforzando il sistema immunitario e riducendo ansia, paure e stress. Un abbraccio ci permette di affidarci all’altro e quindi anche di allentare le nostre rigidità e la tensione muscolare”.

    https://www.gavazzeni.it/news/il-pot...egli-abbracci/


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  8. #7898
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    "Le storie del materialismo in genere retrodatano però il cosiddetto "atteggiamento materialistico" ai presocratici, a Democrito, a Epicuro, a Lucrezio, eccetera, vedendo in costoro i nobili precursori della "concezione scientifica del mondo" in lotta contro la religione e la superstizione. Questa retrodatazione è un episodio tragicomico della mancanza di senso storico del positivismo prima e del marxismo ufficiale poi. Ho in casa molti libri in molte lingue costruiti su questa apologia del materialismo antico identificato come l'alba dell'ateismo scientifico moderno. Si tratta a mio avviso, ovviamente, di fraintendimenti radicali dello spirito filosofico dei greci. Ho ricordato nel primo capitolo Diodoto, che interpretava correttamente il pensiero di Eraclito come un pensiero politico che usava metafore naturalistiche, ma non era per nulla un "materialista" in senso moderno. Epicuro è generalmente interpretato come un "materialista a 18 carati", ma c'è per esempio una magistrale lettura di Walter Otto che ne propone una interpretazione del tutto alternativa. In ogni caso, per tutti gli antichi il problema della materia si identificava con quello che oggi chiamiamo il problema dello "spazio", ed in questo caso erano tutti materialisti, Pitagora, Democrito, Platone, Aristotele, Epicuro, eccetera, in quanto davano risposte differenziate allo stesso problema. Per Pitagora esisteva uno spazio geometrico, divisibile all'infinito, ed i paradossi di Zenone sul movimento sono per l'appunto rivolti a demolire la coerenza logica della aritmo-geometria di Pitagora, separando così aritmetica e geometria, separazione che diventava così la metafora spaziale della separazione ideale fra mondo intelleggibile e mondo sensibile. Leucippo e Democrito definiscono lo spazio come il vuoto che circonda gli atomi, posizione che come è noto sarà ripresa da Epicuro e dagli stoici, che sono su questo punto "epicurei" al cento per cento. Cosa che non mi stupisce per niente, perché il loro spazio infinito ed immateriale che circonda il cosmo era anche la metafora dell'illimitatezza ideale della cosmopoli ellenistica, contrapposta al limite (peras) della comunità politica precedente. Platone nel Timeo intende lo spazio come materia informe (chora), luogo primordiale in cui si uniscono, materia e forme ideali. Lo spazio vuoto si identifica allora con la materia informe (il che farebbe di Platone, nel lessico di oggi, un "materialista" al cento per cento). Aristotele definisce lo spazio (che per lui è un luogo, topos) come il limite dei corpi, e per questa ragione respinge il concetto di vuoto. Se allora esaminiamo meglio le concezioni del "mondo materiale" dei filosofi antichi, vedremo che essi non si dividevano per nulla in materialisti ed idealisti, ma si dividevano secondo due distinti parametri, quello della esistenza o meno del vuoto e quello della esistenza o meno di una mente ordinatrice delle cose. C'erano allora non i materialisti e gli idealisti ma, se mi si permette un po' di innocuo umorismo, i “vuotisti" ed i “pienisti", da un lato, ed i “causalisti" ed i “casualisti" dall'altro."

    Costanzo Preve


    Ero Narel Jarvi...

  9. #7899
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    Citazione Originariamente Scritto da TheMeroving Visualizza Messaggio
    Aridità che leniva con le endorfine generate dall empatia soddisfatta.

    Il potere curativo degli abbracci

    “I poteri di questo gesto, apparentemente semplice ma dai grandi benefici, toccano corpo e mente e spaziano da importanti vissuti emotivi e relazionali, come lo scambio di emozioni intense, la rassicurazione, la trasmissione di affetto, a significative attivazioni neuroendocrine, in quanto attiva la produzione di neurotrasmettitori e ormoni che favoriscono il benessere psicofisico, rinforzando il sistema immunitario e riducendo ansia, paure e stress. Un abbraccio ci permette di affidarci all’altro e quindi anche di allentare le nostre rigidità e la tensione muscolare”.

    https://www.gavazzeni.it/news/il-pot...egli-abbracci/
    @TheMeroving

    Ma poi quando è morta abbiamo scoperto che nel suo caso non funzionava (almeno da un certo punto della sua vita in poi).


    Ero Narel Jarvi...

  10. #7900
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    Predefinito Re: Fede o scienza?

    D'altronde, venendo a santi più convenzionali, è un processo noto nella mistica, quello fatto di consolazioni iniziali, "notte oscura" che verifica la gratuità della fedeltà a Dio e poi eventualmente delle condizioni unitive che possono far fronte ad ogni avversità, però eviterò di mettermi a fare un trattato pure di mistica per confutare i soliti dogmi "ipotetici".


    Ero Narel Jarvi...

 

 
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