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  1. #21
    ITALIANO ROZZO
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    In Origine Postato da blob21
    1)Non c'è alcuna contraddizione tra le due affermazioni che ho fatto dal momento che tra la"funzione"di un provvedimento e la sua "motivazione"c'è una bella differenza.La funzione è lo scopo al quale il provvedimento è preordinato dal legislatore o dal costituente,la motivazione è qualcosa di assolutamente formale.La grazia è un provvedimento immotivato nel senso che Ciampi non è tenuto ad esplicare le ragioni che lo hanno portato all'emanazione del provvedimento,al contrario della sentenza nella quale il giudice è assolutamente tenuto a motivare per iscritto la propria decisione.

    2)E' assolutamente irrilevante il fatto che Ciampi sia convinto o meno della colpevolezza di Sofri perchè in ogni caso non può agire sulla base di una convinzione personale nei confronti della sentenza di un tribunale.Ciampi deve semplicemente decidere se ritiene opportuno far uscire di carcere Sofri e su questo non è detto che debba giocare necessariamente il pentimento.Io che sono garantista prima di pormi la domanda"e' giusto che Sofri esca?"mi pongo la domanda "E' giusto che Sofri rimanga in carcere?"A mio parere no,perchè ha chiuso i conti col passato,ha cambiato vita,NON RAPPRESENTA AFFATTO UN PERICOLO PER LA COLLETTIVITA' e quindi se si interpretano correttamente l'art 27 etc della Costituzione,farlo rimanere in carcere è sbagliato,e so benissimo che questo discorso può valere per tante altre persone.Anche per queste altre infatti sarei favorevole a qualunque provvedimento di clemenza(grazia,indulto,amnistia)che li faccia uscire essendo ingiusta la loro permanenza in galera.Io la penso così,chiaro?
    Chiaro.

  2. #22
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    Predefinito

    Ma la colpevolezza od innocenza di Sofri è ormai passata in secondo piano. Qui c'è da discutere sul pericolo Costituzionale che Gifuni e Castelli hanno creato per posizioni di potere e bassa politica (se fosse stato un caso normale crimine passava inosservato).
    Benissimo fa Marco Pannella a ribellarsi e meno male che c'è Lui a sorvegliare e battersi per il rispetto della Costituzione e non creare un precedente.
    Un ministro, di qualunque Ministero sia, innanzi ad un legittimo atto del Presidente della Repubblica, assume funzionalità di NOTAIO. L'art.89 è chiarissimo! Il Ministro non può opporsi deve solo convalidare la volontà del Presidente per darne attuazione.
    Se andiamo dal notaio per vendere una nostra casa che legittimamente può essere venduta, il notaio non può condizionare tale volontà, prerogativa del proprietario.
    l'illustre costituzionalista prof.GALLO da sempre diceva che vi era
    un grosso errore sulla denominazione del "Ministero di Grazia e Giustizia" perchè la Grazia non è di sua competenza ma solo del Presidente della Rep.
    L'errore fu corretto nel 1999 ed oggi non a caso si chiama: "Ministero della Giustizia"...senza la Grazia. Da qui l'evidente deduzione che qualsiasi Ministro che s' oppone alla divulgazione legittima di una volontà del Presidente, può essere condannato duramente per aver ostacolato ed annullato tale SOVRANA volontà. La grazia è poca cosa rispetto alle altre assolute prerogative del Presidente... sulla guerra e soprattutto sullo scioglimento delle Camere...TUTTI A CASA!!!

    Per nostra fortuna c'è il buon Marco che ha sete di Giustizia !!
    Wolare
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  3. #23
    ITALIANO ROZZO
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    In Origine Postato da Wolare
    Ma la colpevolezza od innocenza di Sofri è ormai passata in secondo piano. Qui c'è da discutere sul pericolo Costituzionale che Gifuni e Castelli hanno creato per posizioni di potere e bassa politica (se fosse stato un caso normale crimine passava inosservato).
    Benissimo fa Marco Pannella a ribellarsi e meno male che c'è Lui a sorvegliare e battersi per il rispetto della Costituzione e non creare un precedente.
    Un ministro, di qualunque Ministero sia, innanzi ad un legittimo atto del Presidente della Repubblica, assume funzionalità di NOTAIO. L'art.89 è chiarissimo! Il Ministro non può opporsi deve solo convalidare la volontà del Presidente per darne attuazione.
    Se andiamo dal notaio per vendere una nostra casa che legittimamente può essere venduta, il notaio non può condizionare tale volontà, prerogativa del proprietario.
    l'illustre costituzionalista prof.GALLO da sempre diceva che vi era
    un grosso errore sulla denominazione del "Ministero di Grazia e Giustizia" perchè la Grazia non è di sua competenza ma solo del Presidente della Rep.
    L'errore fu corretto nel 1999 ed oggi non a caso si chiama: "Ministero della Giustizia"...senza la Grazia. Da qui l'evidente deduzione che qualsiasi Ministro che s' oppone alla divulgazione legittima di una volontà del Presidente, può essere condannato duramente per aver ostacolato ed annullato tale SOVRANA volontà. La grazia è poca cosa rispetto alle altre assolute prerogative del Presidente... sulla guerra e soprattutto sullo scioglimento delle Camere...TUTTI A CASA!!!

    Per nostra fortuna c'è il buon Marco che ha sete di Giustizia !!
    Che culo!

  4. #24
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    Predefinito Diamogliela

    Io gliela darei per una sola ragione,pannella la smetterebbe cosi di maciullare i testicoli agli italiani.

  5. #25
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    Predefinito Re: Diamogliela

    In Origine Postato da zednek
    Io gliela darei per una sola ragione,pannella la smetterebbe cosi di maciullare i testicoli agli italiani.

    Io sarei curioso di vedere Pannella finalmente fare lo sciopero sino in fondo...sai, tipo quegli irlandesi dell'IRA che lo sciopero lo fecero davvero ... ormai Pannella ha rotto con queste sceneggiate e quell'altro che gli telefona a Buona Domenica e lo fa bere... buffonate "all'italiana"...

  6. #26
    ITALIANO ROZZO
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    Predefinito

    Leggo e volentieri ricopio:


    IL RICATTO DI MARCO IL CINICO
    di LUIGI BACIALLI


    Il Gazzettino, Venerdì, 9 Aprile 2004

    L'altro ieri sera Carlo Azeglio Ciampi aveva fatto sapere a Marco Pannella che sulla questione della grazia ad Adriano Sofri sarebbe andato "fino in fondo". Il Presidente della Repubblica, con un gesto di rara disponibilità, intendeva rassicurare il leader radicale circa l'impegno e l'attenzione che avrebbe prestato a un eventuale provvedimento di clemenza in favore dell'ex ideologo di Lotta Continua condannato a 22 anni come mandante dell'assassinio del commissario Luigi Calabresi; di modo che egli, deve aver sperato candidamente il Presidente, ponesse fine ad uno sciopero della sete considerato dai medici assai pericoloso per un uomo di 75 anni.
    Pannella gli ha risposto così:«Continuerò nella mia azione non violenta fin quando non acquisirò la certezza che l'esercizio del Potere di grazia del Presidente della Repubblica sia ormai nuovamente assicurata».
    Il che equivale, nonostante le solite cortesi parole di circostanza che accompagnano questi comunicati, a uno schiaffone dato in faccia a chi si avvicina tendendo una mano.

    L'uomo simbolo del Partito Radicale ha condotto molte battaglie civili che hanno fatto epoca e cambiato l'Italia, come quelle per il divorzio e per l'aborto. Ha una buona dose di onestà intellettuale, coraggio da vendere ed è imbattibile nei bracci di ferro. Ma questa vicenda che lo vede fiatare sul collo di Ciampi è un distillato del cinismo umano e politico di cui l'imbavagliato speciale, soprattutto in certi frangenti quando fiuta che la lotta dura può essere foriera di consensi e di voti, sa dare prova.

    Pannella sa perfettamente quale Presidente sieda oggi sul Colle.

    Ciampi non è Cossiga, non è Scalfaro, non è Pertini, non è Segni e nemmeno Saragat. Tutti politici navigati approdati al Quirinale dopo decenni di sanguinosi scontri, iniziati agli esordi nelle sezioni dei partiti e culminati in Parlamento o nel Consiglio dei ministri. Ciampi è un galantuomo prestato alla politica. Intendiamoci, ha avuto le sue gatte da pelare in Bankitalia, ma nulla a che vedere con i compromessi, la slealtà, i trasformismi e la bassa macelleria tipica della politica senza alcuna pietà, senza alcun rispetto della dignità dell'avversario, nel presente e nel passato, tanto che Napoleone III disse "la politique n'a pas d'entrailles" (la politica è senza viscere).

    Il lucido, freddo Pannella sa che Ciampi è un uomo d'altri tempi, il miglior presidente che un Paese possa sperare di avere: lo strenuo difensore dei valori della libertà, della Patria, del pluralismo; al quale invece ripugnano le alchimie della partitocrazia, il caravanserraglio dei mediocri senza scrupoli in corsa per il potere fine a se stesso, gli intrallazzi, gli inciuci e i salottifici del sottobosco della capitale. Chi, come Ciampi, tiene in grande considerazione il prossimo e dal prossimo vuole essere altrettanto stimato e benvoluto, non può restare insensibile di fronte ad un uomo che, per ottenere ciò che vuole, è persino disposto al suicidio. Perché è questo il perfido, sottile ricatto di Pannella a Ciampi: concedi la grazia a Sofri altrimenti "vado avanti", ci rimetto le penne, e tu mi avrai sulla coscienza.

    Così da un Presidente della Repubblica onesto e illuminato si vuole estorcere con la violenza una scelta che la Costituzione subordina ad un proponente e alla firma del Guardasigilli. Tutto ciò per scarcerare Sofri, riconosciuto colpevole dopo sette gradi di giudizio di aver fatto ammazzare come un cane un padre di famiglia.

    Sperando che il nostro Presidente non si faccia intimidire da Pannella o da altri, vien da chiedersi ancora una volta: perché questo sconcertante, collettivo affannarsi per Sofri?

    Luigi Bacialli

  7. #27
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    Predefinito sono d'accordo

    Bravo bacialli.

  8. #28
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    Predefinito

    In Origine Postato da Legione
    Leggo e volentieri ricopio:


    IL RICATTO DI MARCO IL CINICO
    di LUIGI BACIALLI


    Il Gazzettino, Venerdì, 9 Aprile 2004

    L'altro ieri sera Carlo Azeglio Ciampi aveva fatto sapere a Marco Pannella che sulla questione della grazia ad Adriano Sofri sarebbe andato "fino in fondo". Il Presidente della Repubblica, con un gesto di rara disponibilità, intendeva rassicurare il leader radicale circa l'impegno e l'attenzione che avrebbe prestato a un eventuale provvedimento di clemenza in favore dell'ex ideologo di Lotta Continua condannato a 22 anni come mandante dell'assassinio del commissario Luigi Calabresi; di modo che egli, deve aver sperato candidamente il Presidente, ponesse fine ad uno sciopero della sete considerato dai medici assai pericoloso per un uomo di 75 anni.
    Pannella gli ha risposto così:«Continuerò nella mia azione non violenta fin quando non acquisirò la certezza che l'esercizio del Potere di grazia del Presidente della Repubblica sia ormai nuovamente assicurata».
    Il che equivale, nonostante le solite cortesi parole di circostanza che accompagnano questi comunicati, a uno schiaffone dato in faccia a chi si avvicina tendendo una mano.

    L'uomo simbolo del Partito Radicale ha condotto molte battaglie civili che hanno fatto epoca e cambiato l'Italia, come quelle per il divorzio e per l'aborto. Ha una buona dose di onestà intellettuale, coraggio da vendere ed è imbattibile nei bracci di ferro. Ma questa vicenda che lo vede fiatare sul collo di Ciampi è un distillato del cinismo umano e politico di cui l'imbavagliato speciale, soprattutto in certi frangenti quando fiuta che la lotta dura può essere foriera di consensi e di voti, sa dare prova.

    Pannella sa perfettamente quale Presidente sieda oggi sul Colle.

    Ciampi non è Cossiga, non è Scalfaro, non è Pertini, non è Segni e nemmeno Saragat. Tutti politici navigati approdati al Quirinale dopo decenni di sanguinosi scontri, iniziati agli esordi nelle sezioni dei partiti e culminati in Parlamento o nel Consiglio dei ministri. Ciampi è un galantuomo prestato alla politica. Intendiamoci, ha avuto le sue gatte da pelare in Bankitalia, ma nulla a che vedere con i compromessi, la slealtà, i trasformismi e la bassa macelleria tipica della politica senza alcuna pietà, senza alcun rispetto della dignità dell'avversario, nel presente e nel passato, tanto che Napoleone III disse "la politique n'a pas d'entrailles" (la politica è senza viscere).

    Il lucido, freddo Pannella sa che Ciampi è un uomo d'altri tempi, il miglior presidente che un Paese possa sperare di avere: lo strenuo difensore dei valori della libertà, della Patria, del pluralismo; al quale invece ripugnano le alchimie della partitocrazia, il caravanserraglio dei mediocri senza scrupoli in corsa per il potere fine a se stesso, gli intrallazzi, gli inciuci e i salottifici del sottobosco della capitale. Chi, come Ciampi, tiene in grande considerazione il prossimo e dal prossimo vuole essere altrettanto stimato e benvoluto, non può restare insensibile di fronte ad un uomo che, per ottenere ciò che vuole, è persino disposto al suicidio. Perché è questo il perfido, sottile ricatto di Pannella a Ciampi: concedi la grazia a Sofri altrimenti "vado avanti", ci rimetto le penne, e tu mi avrai sulla coscienza.

    Così da un Presidente della Repubblica onesto e illuminato si vuole estorcere con la violenza una scelta che la Costituzione subordina ad un proponente e alla firma del Guardasigilli. Tutto ciò per scarcerare Sofri, riconosciuto colpevole dopo sette gradi di giudizio di aver fatto ammazzare come un cane un padre di famiglia.

    Sperando che il nostro Presidente non si faccia intimidire da Pannella o da altri, vien da chiedersi ancora una volta: perché questo sconcertante, collettivo affannarsi per Sofri?

    Luigi Bacialli
    il vero problema è che in Italia c'è bisogno dello sciopero della sete di Pannella perchè il Presidente della Repubblica si renda conto del fatto che può utilizzare autonomamente un potere che gli compete ai sensi della Costituzione

  9. #29
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    Predefinito Re: sono d'accordo

    In Origine Postato da zednek
    Bravo bacialli.
    Mi basta rispondervi così:

    “Ci fidiamo di Marco Pannella”


    “Ci fidiamo di Marco Pannella e della sua storia di difensore battagliero e irriducibile della legge e del diritto. Ancora una volta Pannella ha trovato la strada giusta per conciliare le esigenze della grazia e della giustizia con la rivendicazione della legalità sancita dalle norme della Costituzione. Siamo dalla sua parte mentre sta facendo lo sciopero della sete per dimostrare l’insostenibilità dell’immobilismo e dell’indifferenza.”f

    Pierluigi Battista,
    Ernesto Galli Della Loggia,
    Paolo Mieli,
    Angelo Panebianco.

    Hanno aderito:

    Giorgio Albertazzi,
    Adam Michnik,
    Pippo Baudo,
    Silvia Berti,
    Milva Biolcati,
    Caterina Caselli,
    Vincenzo Cerami,
    Alessandro Cecchi Paone,
    Athina Cenci,
    Pietro Calabrese,
    Daniel Cohn-Bendit,
    Luciano De Crescenzo,
    Fabio Fazio,
    Alain Finkielkraut,
    Carlo Freccero,
    Raffaele La Capria,
    Luciana Littizzetto,
    Peter Schneider,
    Elvira Sellerio,
    Paola Turci,
    Paolo Virzì,
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    Annamaria Rimoaldi,
    Giuseppe Laras.

    Hanno aderito dalla redazione del Giornale:
    Marianna Bartoccelli,
    Guido Mattioni,
    Massimiliano Scafi,
    Roberto Scafuri.

    Dalla redazione di Libero:
    Renato Farina,
    Mattia Feltri,
    Vittorio Feltri,
    Carlo Sala,
    Andrea Scaglia,
    Maurizio Zottarelli,
    Giuseppe Salvaggiulo.

    Ha aderito all’unanimità il Consiglio comunale di Roma (con l’astensione di An).

    Ha aderito l’Unione delle Camere penali italiane.

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    Ultimo Messaggio: 21-07-03, 23:12
  5. Grazia per Sofri?
    Di MThule nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 13-11-02, 03:20

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