Intervista a La Malfa/In questo Paese spaccato a metà, il difficile per Prodi è sopravvivere
Tempi duri per un centrosinistra che va avanti da solo
Per Romano Prodi non sarà difficile formare il Governo, ma il suo problema è quello di farlo sopravvivere. Lo pensa il ministro delle politiche Comunitarie Giorgio La Malfa. Ecco cosa ha detto a "Il Velino".
Ministro La Malfa, cosa succederà ora con le prossime scadenze istituzionali e a che punto è il dialogo tra maggioranza ed opposizione?
"Il risultato delle elezioni che ha visto il Paese sostanzialmente spaccato a metà, più l'eterogeneità della coalizione che ha prevalso elettoralmente, mi inducono a pensare che la scelta di formare un Governo basato sulle forze della sola maggioranza sia destinata a lasciare l'Italia senza risposta ai suoi problemi difficili. Oggi bisognerebbe pensare ad un Governo di più vasta coalizione parlamentare. I problemi del Paese sono gravi e vanno affrontati in una coalizione più ampia. Se non ci sono le condizioni per farlo oggi, perché l'asprezza del confronto è troppo forte, ci vorrebbe quello che un tempo si sarebbe chiamato un Governo di decantazione: qualcosa che consenta di attendere. Se invece il centrosinistra decide di andare avanti da solo avrà una vita veramente molto difficile".
Cosa pensa di ciò che è accaduto in Germania dopo le elezioni politiche dello scorso autunno? Quell'esempio può essere preso anche per buono nel nostro Paese?
"Quello che è significativo dell'esperienza tedesca e a cui non viene mai fatta sufficiente attenzione non è tanto che sia nato un Governo di coalizione tra democristiani e socialdemocratici, ma il fatto che la Spd abbia rinunciato a formare una maggioranza di sinistra. Nel Bundestag il Partito socialdemocratico, i Verdi e il partito della Nuova sinistra socialista formato da Oskar Lafontaine e Gregor Gysi hanno la maggioranza dei voti parlamentari. Questa coalizione ha una maggioranza di voti confortevole come il centrosinistra qui in Italia alla Camera. La Spd ha preferito percorrere un'altra strada come quella della grande coalizione con la Democrazia cristiana e con un Cancelliere democristiano perché non ritengono possibile un programma serio con la sinistra di Lafontaine e Gysi. Il punto delicato della situazione politica italiana è che quello che la socialdemocrazia tedesca ha considerato impossibile in Germania qui viene considerato realistico in termini di alleanza di Governo. Ma questa prospettiva è condivisa anche da uomini politici in partiti come la Margherita, dalla Rosa nel pugno e dall'Udeur: da forze politiche che hanno una distanza abissale dalle posizioni dei Diliberto, dei Caruso e dei Bertinotti. E' questa la peculiarità dell'esperienza tedesca. In quel Paese una sinistra preferisce Governare con gli avversari piuttosto che portare al Governo una coalizione rosso-verde incapace di governare. Alcuni degli alleati di Prodi isoleranno l'Italia dal contesto internazionale".
Che impressione ha delle trattative in corso sul nuovo Governo?
"Fare i governi è sempre molto difficile. Come ha detto qualcuno, Berlusconi ha nella sua coalizione una posizione di grande predominio che non gli viene riconosciuta. Mercoledì c'era un articolo sulla "Stampa" in cui si diceva che, in fondo, la vera differenza è che quando Berlusconi prende una posizione di fatto conduce la sua coalizione, ma quando la stessa decisione viene presa da Prodi la sua coalizione non sembra seguirlo. Le difficoltà di Prodi nascono da questo problema. Queste difficoltà si accentueranno nei prossimi mesi. Credo che Prodi riuscirà a fare il Governo. Ma quando si tratterà di affrontare il voto del rifinanziamento della missione italiana in Iraq e in Afghanistan succederanno le cose più impressionanti".
Cosa fa Massimo D'Alema?
"D'Alema è una delle poche menti politiche significative nel vertice dell'Ulivo. Non sono moltissime, ma D'Alema è una di quelle. Credo che il Presidente dei Democratici di sinistra deve avere dei grandi problemi, sia nel suo partito sia con gli alleati. Per cui mi pare che il suo ruolo venga contestato. Tuttavia, se capisco bene, la riflessione di Massimo D'Alema va nella direzione che le ho detto all'inizio dell'intervista. Il presidente dei Ds capisce che per il centrosinistra imbarcarsi in una vicenda di Governo in cui il centrosinistra ha avuto il 50 per cento dei consensi e al Senato è sul filo di lana, è un problema. Non so se queste perplessità potranno trasformarsi in un'iniziativa politica".
Cosa accadrà al Quirinale?
"Ciampi ha detto con chiarezza di considerare il suo settennato concluso e non vuole porre il problema della sua candidatura. Il problema non è la disponibilità di Ciampi, ma quella dell'Italia. La questione è nelle mani del Parlamento e non di Ciampi. Non si tratta di dire, come ha detto qualcuno: ‘se Ciampi è disponibile lo eleggeremo'. Se l'Italia ne ha bisogno è possibile che Ciampi accetti. Questo bisogno si manifesta con un voto in Parlamento. La scelta non deve essere fatta da Ciampi, ma in base all'interesse del Paese. Non c'è nessuna richiesta da muovere a Ciampi. Il centrodestra ha fatto bene a dire che voterà Ciampi".
Cosa farete in Parlamento con il segretario del Pri Francesco Nucara?
"Io e Nucara siamo nel gruppo misto dove abbiamo concorso all'elezione di Marco Boato alla guida del gruppo stesso. Noi siamo nel gruppo misto perché siamo stati eletti nelle liste di Forza Italia in rappresentanza del Pri. Spero che riusciremo a costituire una componente in tale gruppo. Per il resto confronteremo la nostra politica di opposizione con la CdL. Vogliamo che in questa coalizione non ci siano soci di prima categoria o di seconda categoria. Martedì non abbiamo gradito che ci sia stato un vertice a tre".
La leadership di Berlusconi nella CdL è forte?
"Penso che sia indiscussa dopo il risultato del voto politico".
tratto dal sito del Partito Repubblicano
http://www.pri.it
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