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  1. #561
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    Svolta repentina
    Perché le misure del governo rischiano di non convincere

    Questa settimana il decreto predisposto in fretta e furia dal governo sulla sicurezza sarà presentato in Parlamento per essere convertito in legge. E' giusto sostenere, come fa il vicepremier Rutelli, che la sicurezza dei cittadini è troppo importante perché non se ne facciano carico tutti, e dunque anche l'opposizione.



    Ma è altrettanto giusto - e per le stesse ragioni - che a farsene carico sia intanto la maggioranza, tutta la maggioranza.

    Sinceramente su tale compattezza abbiamo dei dubbi: la scelta di passare dall'annunciato disegno di legge al decreto, sull'onda dell'indignazione dell'opinione pubblica per l'omicidio di Giovanna Reggiani, è stata talmente repentina da apparire improvvisata e quindi non condivisa. La scelta di accusare le autorità romene prima di preoccuparsi degli errori compiuti in questi anni, a sua volta, rischia di creare un contenzioso fra l'Italia e la Romania che in frangenti di questa delicatezza sarebbe meglio evitare accuratamente. Anche per le conseguenze che possono ricadere sui cittadini di un paese ospiti o presenti nell'altro.

    L'accusa, infine, rivolta al governo precedente, che pure si era preoccupato di dare un segnale più duro nei confronti di chi non aveva lavoro in Italia, anche se cittadino comunitario, sa tanto di coda di paglia. In verità si vedono i limiti delle politiche di accoglienza sostenute in questi anni. Non essere stati capaci di comprendere, all'interno delle forze del centrosinistra, la necessità di adottare una legislazione più severa in materia, così come di preoccuparsi per sollecitare un'attenzione maggiore ed un monitoraggio da parte dei nuovi paesi della Ue sugli ingressi - come pure hanno fatto altri stati europei - è alla base della situazione degradata di oggi.

    Riteniamo invece significativo ed importante che l'onorevole Casini, che è parte rilevante del cattolicesimo democratico in politica, abbia rivolto alla sua parte una critica tanto severa e chiesto un cambiamento di rotta. Ci pare che nella stessa Chiesa vi siano personalità disposte a sostenere tale linea, più riflessiva. Anche a noi preme difendere le possibilità di accoglienza dell'Italia; ma che queste siano basate sul presupposto di offrire una vita dignitosa a coloro desiderosi di entrare. Per ottenere questo occorre una necessaria ed indispensabile severità delle leggi e dei comportamenti. Non è l'opposizione che deve garantirli, ma la maggioranza. E quando il ministro Mastella ha subito chiesto aiuto all'opposizione ci è parso di comprendere che nella sua coalizione qualcosa scricchiolasse, come era del resto prevedibile.

    E se una parte della coalizione non è in grado di assicurare il suo sostegno a scelte indispensabili per il paese, sostenute da gran parte dell'opinione pubblica, è bene che questa maggioranza, questa coalizione, sgombrino il campo e che un'altra maggioranza, un'altra coalizione, si assumano l'onere di governare, garantendo quei diritti inalienabili che uno Stato democratico deve saper garantire ai suoi cittadini. Nello sciagurato caso di Giovanna Reggiani, questo non è accaduto.

    Roma, 5 novembre 2007

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  2. #562
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    Vertice a Palazzo Grazioli/Nucara: via subito chi commette reati nel nostro Paese
    Sicurezza, la CdL si ricompatta

    Il segretario del Pri, Francesco Nucara, lasciando palazzo Grazioli dopo il vertice della Cdl, annuncia che il centrodestra presenterà cinque o sei emendamenti al decreto sicurezza, e senza il sì della maggioranza su questi emendamenti "la Cdl voterà contro". "Presenteremo cinque o sei emendamenti unitari al decreto sulla sicurezza, non confliggenti con le norme comunitarie", ha spiegato Nucara. Tra gli emendamenti, Nucara annuncia la presentazione di una norma che prevede "l'espulsione immediata di chi commette i reati" e di un'altra che preveda maggiori finanziamenti alle Forze dell'ordine. "Se la maggioranza non accetta - ha aggiunto Nucara - noi voteremo contro il decreto". Secondo Nucara, la Cdl è convinta che non ci sia la copertura finanziaria adeguata al decreto. Al vertice di Palazzo Grazioli ha partecipato anche il leader dell'Udc Ferdinando Casini.

    tratto da http://www.pri.it/5%20Novembre%20Int...eSicurezza.htm

  3. #563
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    Vertice a Palazzo Grazioli
    Sulla sicurezza serve una prova di coraggio e determinazione

    Il vertice dell'opposizione a Palazzo Grazioli sui problemi della sicurezza è stato utile per chiedere al governo la determinazione ed il coraggio necessari di fronte ad un'emergenza gravissima. E' chiaro infatti che questo governo non era minimamente preparato agli avvenimenti tragici di questi giorni, come è stato dimostrato anche il 25 settembre 2007 in sede di audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.



    Allora il ministro degli Interni Amato ha detto testualmente: "Personalmente sono convinto che sul decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, attuativo della direttiva comunitaria relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, sia stato fatto un errore tecnico che ha in qualche modo ridotto le possibilità di espulsione di un cittadino comunitario". Per poi aggiungere: "Un errore che io non ho notato e di cui mi assumo la responsabilità". Il problema è che a settembre non si era rimediato a questo errore e ci sembra che ancora vi si debba rimediare. Tanto da avere dei dubbi se esista questa reale capacità da parte del governo.

    Perché se si vuole davvero un contribuito dell'opposizione bisognerà recepire gli emendamenti al testo da essa presentati. E' significativa in proposito la posizione espressa dal leader dell'Udc Casini che esprime una critica alla politica sull'immigrazione svolta per anni dalla Chiesa cattolica e forse lascia intendere una possibilità di cambiamento. L'onorevole Fassino, invece, quando dice, rivolto all'opposizione, "facciano come gli pare", rischia di lasciarsi andare ad una tentazione competitiva che nasconde ancora i problemi con cui pure la sua parte politica deve iniziare a misurarsi, proprio avendo trascurato di farlo fino adesso.

    Ed ancora più grave delle parole di Fassino è il fatto che il capogruppo dell'Ulivo al Senato, Angela Finocchiaro, si sia subito rivolta all'opposizione accusandola di volere tentare un ricatto. Non c'è proprio alcun ricatto. Poiché è indispensabile che la legge che si prepara risulti efficace e tale da far conseguire immediatamente risultati tangibili per i cittadini. Il nostro timore è che il centrosinistra - che fino a ieri pensava ad un disegno di legge e poi è giunto in fretta e furia al decreto sotto la spinta emotiva dell'opinione pubblica - sia solo in grado di fare propaganda su una materia di questa delicatezza ed importanza. Mentre le modifiche che il centrodestra ha richiesto da un lato sono assolutamente in linea con la direttiva comunitaria, dall'altro vanno incontro all'esigenza di evitare che nel nostro paese soggiornino individui indesiderati e potenzialmente pericolosi. Il centrosinistra ha ignorato a lungo l'ipotesi di misurarsi concretamente con questi dati. Noi ci ricordiamo che - prima del sindaco di Roma - il primo cittadino di Milano, Moratti, aveva chiesto al governo di intervenire e senza bisogno di avere un morto nella sua città. La cosa fu lasciata cadere nel dimenticatoio per poi risvegliarsi con la tragedia della Capitale. E' ora che si abbia un soprassalto di coscienza.

    Roma, 6 novembre 2007

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  4. #564
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    Critiche a Veltroni
    A Bucarest rimuovono i campi dei rom mentre sul Tevere no

    Mentre il premier romeno Tariceanu stava arrivando in Italia, il presidente della Romania Traian Basescu in un'intervista al quotidiano il "Messaggero" ci ha ricordato che in Italia il fenomeno della criminalità e il problema della sicurezza legato a ai rom "non nascono ora". E Basescu riserva parole critiche sia al governo rumeno sia a quello italiano perché "hanno agito con troppo ritardo" e "soltanto quando hanno sentito la pressione dei giornali e della pubblica opinione".



    Verissimo. Quello di Basescu è il linguaggio di un uomo politico capace di mostrare senso di responsabilità, lo stesso che vorremmo sentire dai premier dei due governi che si stanno incontrando. Sempre il presidente Basescu, affrontando il problema specifico dei rom, ha dichiarato: "Quando qui si accampano alle porte di Bucarest, facciamo una cosa molto semplice: rimuoviamo il campo". E poi ha aggiunto: "Tutto questo l'ho spiegato a lungo e in modo approfondito al sindaco di Roma. Per questo, sentendo certe sue considerazioni sui romeni, l'ho trovato scorretto". Lette anche queste parole, è il caso di una riflessione ulteriore. Perché se occorre essere estremamente fermi con i criminali, bisogna anche che tutte le misure necessarie vengano prese. A Bucarest sbaraccano i campi rom, a Roma no. Qui nasce il problema. Tanto che il presidente della Romania respinge al mittente le accuse che sono state rivolte al suo paese: "Penso che le vostre forze dell'ordine abbiano uomini e mezzi a sufficienza come noi. Debbono solo applicare la legge fino in fondo". Ciò significa che a suo modo di vedere noi la legge non l'abbiamo applicata e non l'abbiamo applicata per una malintesa filosofia dell'accoglienza, evidentemente così radicata da non preoccuparsi di distinguere i criminali e chi violava la legge dai cittadini onesti.

    C'è poco da chiedere al governo romeno le referenze sui suoi cittadini che vengono da noi. Sono le nostre forze dell'ordine che devono saper monitorare la situazione entro i nostri confini: abbiamo già osservato come il ministero dell'Interno nel merito abbia mostrato più di un difetto. Di certo non c'è dubbio che qui si tratta di un problema europeo da affrontare con strumenti europei, ma intanto l'Italia deve essere in grado di fare la sua parte. Per questo l'opposizione ha chiesto di intervenire con delle specifiche proposte sul decreto sicurezza elaborato dal governo, perché temiamo, come pure è evidente all'opinione pubblica * e vale la pena di leggere l'editoriale di Barenghi sulla "Stampa" di mercoledì - che le divergenze all'interno della coalizione di governo sono eclatanti e tali da rendere difficile una comune collaborazione su questo tema. Tanto che ci pare che dopo aver fatto la faccia feroce, quasi ad incitare la caccia al rom (secondo "Liberazione" almeno), il governo sia pronto a mollare. Difatti Giuliano Amato, nella necessità di accontentare la sinistra radicale, si è preoccupato di far sapere che non si procederà ad espulsioni di massa. Purtroppo Amato non ha ancora compreso la lezione. Basta lanciare questo messaggio - "non vi saranno espulsioni di massa" - per avere un'invasione di massa, l'ennesima che si sta preparando grazie all'inettitudine di questo esecutivo.

    Roma, 7 novembre 2007

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  5. #565
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    Resoconto stenografico dell'Assemblea
    Seduta n. 237 di mercoledì 7 novembre 2007
    Annunzio di un'informativa urgente del Governo.

    PRESIDENTE. Avverto che, facendo seguito alle richieste avanzate sia nella giornata di ieri sia in quella odierna, alle ore 20 avrà luogo un'informativa urgente del Governo sui recenti gravissimi fatti criminosi che hanno visto coinvolti anche cittadini stranieri e sulle politiche del Governo in materia di sicurezza pubblica, con l'intervento del Viceministro dell'interno, Marco Minniti. Dopo l'intervento del Governo, avrà la parola un deputato per gruppo, ciascuno per otto minuti. Un tempo aggiuntivo è riservato al gruppo Misto.

    GIORGIO LA MALFA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIORGIO LA MALFA. Signor Presidente, faccio riferimento alla questione sollevata dall'onorevole Leone e anche dall'onorevole Gibelli poc'anzi.
    Non so come si possa definire informativa urgente, signor Presidente, un'informativa resa sette giorni dopo i fatti su cui il Parlamento chiede di essere informato. In questo senso, signor Presidente, la presenza di un sottosegretario o di un Viceministro si può giustificare quando il Governo, dovendo dare un'informativa ad horas rispetto al verificarsi di un avvenimento, voglia farsi rappresentare nella persona di chi è a disposizione in quel momento. Nel momento, però, in cui il Governo, non solo ha avuto il tempo di esaminare la questione, ma addirittura ha cambiato la natura di un provvedimento legislativo (che aveva approvato venerdì), la Camera deve essere informata non dei fatti - che già sono noti - ma delle circostanze politiche che hanno modificato l'apprezzamento del Governo sullo strumento legislativo apprestato per affrontare questi problemi.
    Può farlo solo il Presidente del Consiglio o il Ministro dell'interno! Non mettiamo in discussione il diritto del Governo di farsi rappresentare come crede, ma è ovvio che politicamente l'assenza del Governo, del Ministro, del Presidente del Consiglio, vuol dire la mancanza di coraggio nel giustificare di fronte al Parlamento le decisioni che esso ha preso (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).
    In tal senso, hanno ragione i colleghi, i quali dichiarano che l'opposizione, in queste condizioni, non può nemmeno partecipare al dibattito.

    tratto da http://www.giorgiolamalfa.it/public/...007%20sera.doc

  6. #566
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    I costi del non governo
    La politica incapace di governare ha un costo, fa scivolare l’Italia

    Taluno crede siano “affari loro”, invece sono i nostri ad essere compromessi. E’ un miracolo, ad esempio, che un governo duri un’intera legislatura (non è mai successo) ed è parimenti eroico che la legislatura non muoia nella culla. Come capita a Prodi, si baratta il campare con il governare, durando solo per inutile stizza. Per fare una centrale nucleare, però, servono dodici anni, ovvero 2,4 legislature intere. Nessuno pensa di governare così a lungo, quindi nessuno s’incarica di prendere oggi una decisione della quale non raccoglierà i frutti, e poco importa che omettendola condanna tutti all’impoverimento energetico.



    Ne parlò Berlusconi, e parole sensate sono uscite anche dalle bocche di Casini e D’Alema. Fatti, zero. Bersani straparla di partecipazione italiana alla ricerca, spostando la produzione d’energia in un futuro irrealmente lontano. Intanto il petrolio aumenta di prezzo e noi ci difendiamo poco, nonostante il cambio favorito dall’euro forte, perché importiamo direttamente energia elettrica, prodotta con centrali nucleari. Siamo circondati, da Francia, Germania e Slovenia, che se la ridono, come il sole dei falsi ecologisti che hanno tenuto spenta la fonte meno sporca. Ma non basta, perché nel mentre rinunciavamo al nucleare abbiamo anche fermato ogni ricorso alle fonti rinnovabili, e nel Paese dei no a tutto ed a prescindere, abbiamo percentuali ridicole di pannelli solari o eolico. Alla fine pagheremo anche la multa europea, perché inquiniamo troppo. Vaneggiamo di crescita economica, ma omettiamo d’aggiungere che non abbiamo l’energia necessaria, e la paghiamo più degli altri.
    Questa sarebbe un’emergenza politica, se esistesse la politica. Se esistesse una classe dirigente, e non un’accozzaglia di comizianti senza altra speranza che restare dove sono. Così procedendo il Paese degrada, s’immiserisce dopo essersi impoverito. Ci rincitrulliamo, come dimostra il fatto che si critica l’antipolitica della piazza qualunquista e ci si tiene al governo il Pecoraro Scanio, che ne è uno dei peggiori prodotti. Ci droga una ricchezza ancora diffusa, ci illudiamo che le cose possano cambiare da sole e non ci accorgiamo che il non governo non possiamo più permettercelo. Ci costa troppo.

    Davide Giacalone
    www.davidegiacalone.it

    tratto da http://it.groups.yahoo.com/group/Rep.../message/14080

  7. #567
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    Predefinito Della serie,

    in che Paese viviamo

    Novara: furti, bambina nomade segnalata per la 77ma volta

    NOVARA - Record di una bambina nomade, di 11 anni, di origine croata: sabato pomeriggio e' stata sorpresa a rubare in un appartamento da una 'volante' della Questura di Novara per la settantasettesima volta. Era segnalata, per episodi sempre legati a reati contro il patrimonio, praticamente in tutto in Nord Italia. (Agr)

    http://www.corriere.it/ultima_ora/de...-DAEAD348D637}
    omar proietti

  8. #568
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    Predefinito Mediobanca/ Tutti i segreti di Cuccia: "Prodi o Berlusconi? Una scelta imbarazzante"

    Lunedí 12.11.2007 08/55
    "Così parlò Cuccia (di Prodi, Berlusconi...)". E' questo il titolo del servizio super esclusivo firmato da Sandro Gerbi, uno dei rari giornalisti che hanno avuto la possibilità di parlare con Enrico Cuccia. Il pezzo è uscito ieri e per chi non l'avesse visto vale la pena fare una ricerca d'archvio. "Meglio Romano Prodi o Silvio Berlusconi? «Una scelta imbarazzante ». All'inizio degli anni 90 ebbi il primo incontro con Enrico Cuccia, cominciando a raccogliere giudizi, ricordi, impressioni su protagonisti e vicende della vita italiana. Il frutto di quei colloqui compone oggi una sorta di lunga intervista nella quale il protagonista spazia dal passato remoto all'attualità più stretta. Mi parlò a lungo dell'epico scontro con il Maresciallo Graziani,nell'Etiopia appena colonizzata: l'Italia fascista, secondo il presidente di Mediobanca, era sopravvissuta ben oltre il 1945. Dal dopoguerra alla fine del secolo: non stima gli industriali, che «pensano solo ai loro affari".

    "Lo stesso parere di Raffaele Mattioli, leggendario capo della Comit e costante punto di riferimento di Cuccia, nonostante le divergenze sulla conduzione di Mediobanca. Il primo buco Gemina? «Mi ero accorto io che qualcosa non quadrava». Il mondo intellettuale nazionale, d'altronde, gli sembrava si fosse via via impoverito: erano sempre meno quelli che univano competenza e passione civile, come Norberto Bobbio e Alessandro Galante Garrone. Con Mani Pulite si è forse «esagerato»: lo ha tragicamente rivelato anche la fine di Gabriele Cagliari. Cuccia ha avuto a lungo presente anche la crisi della finanza pubblica: considerava l'avanzo primario una finzione e il debito la vera spada di Damocle. Né mancò una valutazione su Cesare Geronzi, che oggi siede al vertice dell'istituto: banchiere discusso ma «molto capace». La preziosa documentazione nelle manio di Gerbi occupa ben due pagine e vale la pena di essere letta.

    http://canali.libero.it/affaritalian...a/righryt.html

  9. #569
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    TIFOSO MORTO/ NUCARA: RESPONSABILITA' POLITICHE E ISTITUZIONALI
    Governo dica se riesce a garantire ordine pubblico

    Roma, 12 nov. (Apcom) - Sulla morte di Gabriele Sandri ci sono responsabilità politiche e istituzionali. Lo afferma il segretario del Pri, Francesco Nucara.

    "E' evidente - osserva - che di fronte ad una disgrazia di queste proporzioni che coinvolge anche un agente con dodici anni di servizio sulle strade, il problema non può essere risolto con un capro espiatorio. C' è un deficit di preparazione delle forze dell'ordine e soprattutto in questi casi non si manda la stradale che istituzionalmente è preposta ad altri compiti. Ci sono evidenti responsabilità politiche e istituzionali in tutte le vicende che hanno infiammato le città italiane, da Bergamo a Taranto passando per Roma".

    "Il governo - prosegue - ci dovrà dire se è in grado di garantire l'ordine pubblico. Il ministro dell'Interno, che sarà in Parlamento per riferire sui tragici avvenimenti, lo faccia in termini politici e non burocratici, spiegando quanto è successo nella giornata di domenica. A noi interessano poco le spiegazioni tecniche sulla morte del ragazzo, interessa di più sapere se questo è un Paese in cui si possono distruggere caserme o beni dello Stato (Coni) o beni dei cittadini solo perché si è tifosi. Sembriamo un Paese allo sbando senza bussola. Diamo ragione a Pasolini, stiamo dalla parte di chi non si può consentire nemmeno il biglietto per lo stadio, dalla parte della polizia. Ai familiari del giovane Sandri il cordoglio affettuoso e molto sentito di tutti i repubblicani italiani".

    tratto da http://notizie.alice.it/notizie/poli...,13447441.html

  10. #570
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    TIFOSO MORTO/ NUCARA: SOSPENSIONE CAMPIONATO AUTENTICA CRETINATA
    "Il tragico incidente non c'entra niente con il calcio"

    Roma, 12 nov. (Apcom) - "L'ipotesi di sospensione del campionato è un'autentica cretinata". Lo ha detto il segretario del Pri Francesco Nucara, commentando le dichiarazioni del ministro dello Sport. "Il tragico incidente non c'entra niente con il calcio ed è un gravissimo problema di ordine pubblico. Lo ha capito meglio del ministro Melandri il calciatore Seedorf rifiutandosi di mettere il lutto al braccio".

    tratto da http://notizie.alice.it/notizie/poli...,13447884.html

 

 
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