Svolta repentina
Perché le misure del governo rischiano di non convincere
Questa settimana il decreto predisposto in fretta e furia dal governo sulla sicurezza sarà presentato in Parlamento per essere convertito in legge. E' giusto sostenere, come fa il vicepremier Rutelli, che la sicurezza dei cittadini è troppo importante perché non se ne facciano carico tutti, e dunque anche l'opposizione.
Ma è altrettanto giusto - e per le stesse ragioni - che a farsene carico sia intanto la maggioranza, tutta la maggioranza.
Sinceramente su tale compattezza abbiamo dei dubbi: la scelta di passare dall'annunciato disegno di legge al decreto, sull'onda dell'indignazione dell'opinione pubblica per l'omicidio di Giovanna Reggiani, è stata talmente repentina da apparire improvvisata e quindi non condivisa. La scelta di accusare le autorità romene prima di preoccuparsi degli errori compiuti in questi anni, a sua volta, rischia di creare un contenzioso fra l'Italia e la Romania che in frangenti di questa delicatezza sarebbe meglio evitare accuratamente. Anche per le conseguenze che possono ricadere sui cittadini di un paese ospiti o presenti nell'altro.
L'accusa, infine, rivolta al governo precedente, che pure si era preoccupato di dare un segnale più duro nei confronti di chi non aveva lavoro in Italia, anche se cittadino comunitario, sa tanto di coda di paglia. In verità si vedono i limiti delle politiche di accoglienza sostenute in questi anni. Non essere stati capaci di comprendere, all'interno delle forze del centrosinistra, la necessità di adottare una legislazione più severa in materia, così come di preoccuparsi per sollecitare un'attenzione maggiore ed un monitoraggio da parte dei nuovi paesi della Ue sugli ingressi - come pure hanno fatto altri stati europei - è alla base della situazione degradata di oggi.
Riteniamo invece significativo ed importante che l'onorevole Casini, che è parte rilevante del cattolicesimo democratico in politica, abbia rivolto alla sua parte una critica tanto severa e chiesto un cambiamento di rotta. Ci pare che nella stessa Chiesa vi siano personalità disposte a sostenere tale linea, più riflessiva. Anche a noi preme difendere le possibilità di accoglienza dell'Italia; ma che queste siano basate sul presupposto di offrire una vita dignitosa a coloro desiderosi di entrare. Per ottenere questo occorre una necessaria ed indispensabile severità delle leggi e dei comportamenti. Non è l'opposizione che deve garantirli, ma la maggioranza. E quando il ministro Mastella ha subito chiesto aiuto all'opposizione ci è parso di comprendere che nella sua coalizione qualcosa scricchiolasse, come era del resto prevedibile.
E se una parte della coalizione non è in grado di assicurare il suo sostegno a scelte indispensabili per il paese, sostenute da gran parte dell'opinione pubblica, è bene che questa maggioranza, questa coalizione, sgombrino il campo e che un'altra maggioranza, un'altra coalizione, si assumano l'onere di governare, garantendo quei diritti inalienabili che uno Stato democratico deve saper garantire ai suoi cittadini. Nello sciagurato caso di Giovanna Reggiani, questo non è accaduto.
Roma, 5 novembre 2007
tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html





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