





Il problemi della Francia sono legati al numero di centrali nucleari che hanno: sono troppo poche. E infatti ne stanno costruendo altre 4, tutte di 3' generazione, col reattore gioello Areva. Una entrà in funzione quanto prima, le altre tre inizieranno a breve.
Questo perv la cronaca, a parte quello che scrive qualche idiota circa la presunta "revisione" del nucleare in _Francia.


Allora, cortesemente, in caso di nuovo referensdum, stattene a casa a guardare "Caduta Libera", e lasciaci costruire tutte le centrali nucleari di cui abbiamo bisogno. E magari organizza quelche visione di gruppo di questa splendida trasmissione con altre persone che la pensano come te.
Grazie.






alcuni operai edili giapponesi sono stati sorpresi a vendere rottami di ferro, che potrebbero essere contaminati dalle sostanze radioattive della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, per guadagno personale.
I rottami di ferro prelevati e venduti per denaro senza permesso provenivano dal cantiere nella città di Okuma, nella prefettura di Fukushima, che è diventata una "casa a cui è difficile tornare" adiacente alla centrale nucleare danneggiata di Fukushima Daiichi.
Alcuni qui vorrebbero riscaldarsi con le scorie delle centrali e costruire le case con il ferro proveniente dalle centrali, forse non vede l'ora di avere mutazioni genetiche che lo trasformano in gigante verde
Il documentario mandato in onda dall'emittente televisiva d'oltralpe France 3 ha scosso un po' tutto il Paese transalpino. Anche perché i francesi stessi non se l'aspettavano: i rifiuti speciali pericolosi sono stati usati per realizzare stadi, strade e parcheggi. Ma il documentario televisivo è andato anche oltre, misurando e mostrando al pubblico un elevato livello di radioattività sia in molte zone rurali sia nelle aree urbane del Paese. L'inchiesta, firmata dai giornalisti Emmanuel Amara e Romain Icard, denuncia per la prima volta pubblicamente come le scorie pericolose siano state utilizzate per realizzare opere infrastrutturali, delle quali tra l'altro la Francia va fiera. Nel documentario vengono riprese alcune passate inchieste giornalistiche, vengono messi assieme i dati di circa 80 siti, soprattutto per quanto riguarda il massiccio utilizzo di materiali di scarto delle miniere di uranio per realizzare terrapieni, strade e parcheggi e quant'altro.
“L'essere umano sarebbe felice se tutto l'ingegno che gli uomini pongono nel riparare le loro idiozie, lo impiegassero nel non farle.”
George Bernard Shaw


Ad oggi niente (o quasi). Sono conservate provvisioriamente in un sito sicuro, in attesa di sistemazione migliore. Tra l'altro queste scorie radiattive non sono solo scarti di centrali nucleari ma anche di altro (medicina, etc), quindi il problema rimane tale e quale indipendentemente dal numero di centrali nucleari che costruiremo.




Forse non hai capito: sei tu che te ne devi andare in Burundi (o quialche altro paese senza nucleare), visto l'anno scorso abbiamo votato per una colazizione nel cui programma c'è il ritorno al nucleare. E anche nel programma del Terzo Polo c'è il nucleare. Noi nuclearisti abbiamo preso una maggioranza schiacciante.
Quel referendum è superato. Gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono il ritorno del nucleare. Il governo adesso non può tradire gli elettori, deve immediatamente progettare almeno una 10ina di centrali nucleari. Costi quello che costi.