





No ero impegnato a fare dell'altro, sai il mio tempo ha un valore e di certo sprecarlo a rispondere alle cazzate che scrivi tu a getto continuo non è una cosa molto intelligente ed utile
C'è ben poco da calcolare, mediamente una turbina eolica richiede 8 tonnellate di rame per ogni Megawatt di potenza prodotta. Quindi una quantità di rame del tutto simile a quella che richiede una centrale nucleare, o pensi che le turbine che generano corrente elettrica di tali centrali siano costruite senza rame? E tutte le pompe che servono per raffreddare la centrale, i generatori, le valvole, il complesso sistema di controllo, gli attuatori, la sala di comando e quant'altro (tutta roba che nelle pale eoliche non è presente) non contengano rame?
Per fare un esempio, anche perché non è facile trovare numeri esatti riferiti ai singoli componenti delle centrali nucleari, nella ex centrale nucleare da 160MW del Garigliano la sola turbina della centrale pesa 1.800 tonnellate: 400 tonnellate il rotore e alternatore, 450 tonnellate condensatore e 950 corpo turbina. Di queste non so con esattezza quanto possa pesare il rame, ma è ragionevole azzardare almeno 600-800 tonnellate. E come vedete una cifra del tutto paragonabile a quella della turbina eolica, con la differenza che in una centrale nucleare il rame è presente in tantissimi altri componenti tipo quelli che ho citato sopra.
E con la differenza che gli acciai ed i materiali che compongono il vessel diventano radioattivi e bisogna aspettare DECENNI prima di poterli riciclare.
Nelle pale eoliche la durata è di circa 25-30 anni, al termine della vita si ricicla praticamente tutto subito (tranne le pale in fibra che sono un po' più problematiche per ora) ed è sufficiente cambiare il rotore e la testa, il famoso "repowering" senza dover demolire e rifare tutta la struttura portante.
Adesso invece ditemi cosa succede quando una centrale nucleare arriva a fine vita? Quanto costa il decommissioning e quanti anni richiede?
Vedete è inutile cercare di discutere con voi perché avanzate degli argomenti ridicoli, falsi, numeri sparati alla cazzo. In una moderna centrale nucleare sono presenti svariate migliaia di tonnellate tra rame ferro acciaio metalli vari oltrechè uranio e scorie; il riciclo di questi è problematico perché molti diventano RADIOATTIVI e lo rimangono per decenni, al contrario delle pale eoliche che si riciclano e si "revisionano" con estrema facilità.


Sempre fornendo qualche cifra a proposito della centrale del Garigliano, in soli 14 anni di funzionamento ha prodotto 5739 tonnellate di rifiuti radioattivi Che sono in stoccaggio da 50 anni.
Stima del costo finale di smantellamento: 7,2 miliardi di euro per le 4 centrali, quindi circa 1,8 miliardi l'una.
Da sommare al costo che abbiamo affrontato per costruirle e tenerle attive.
In effetti c'è più di un buon motivo se la maggioranza degli stati europei sta abbandonando il nucleare e comunque non sta investendo in questa tecnologia, ma se voi caproni non riuscite a capirlo la cosa mi lascia del tutto indifferente.
Quello che invece non mi lascia indifferente è Salvini che vuole lanciarsi nel programma nucleare adesso, che è il momento più sbagliato che esista visto le tecnologie oggi a disposizione.








E dimmi esattamente la Francia quanto sta investendo sul nucleare? Quante centrali nucleari nuove ha in costruzione, per rimpiazzare quelle vecchie decrepite obsolete e che producono energia ad un prezzo COMPLETAMENTE FUORI MERCATO e tenuto artificialmente basso grazie agli ingiusti aiuti di stato?
Rispondimi nel dettaglio per cortesia
Il settore dell’energia nucleare francese non sta dando risultati
La principale aziende del settore energetico francese, Electricité de France (EDF), deve lasciare spazio ai piccoli fornitori di energia in modo che da consentire di offrire un’alternativa innovativa al modello nazionale di campione dell’energia nucleare, scrive Philippe Girard.
Philippe Girard è CEO di E-Pango ed esperto di mercati dell’energia e dell’elettricità.
Come ha recentemente avvertito l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), l’Europa potrebbe affrontare un inverno molto difficile quest’anno, nonostante abbia affrontato in modo impressionante le sfide dei prezzi alle stelle del gas naturale che hanno seguito l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.
Sorprendentemente, la Francia deve prepararsi ad affrontare un’altra crisi energetica quest’inverno.
Il settore dell’energia nucleare francese è considerato da decenni il migliore in Europa, se non nel mondo. Il settore nucleare francese, un tempo robusto e responsabile del 70% della sua produzione energetica, avrebbe dovuto posizionare il Paese come forza dominante nel panorama energetico europeo.
Tuttavia, nel 2022, la Francia è stata costretta a importare elettricità da Germania, Spagna e Regno Unito quando una parte significativa dei reattori nucleari francesi è stata costretta a chiudere per manutenzione non programmata. Come è successo?
Molti analisti attribuiscono l’attuale crisi energetica della Francia a una combinazione di fattori esterni come la pandemia di COVID-19, il cambiamento climatico, politiche governative incoerenti e semplice sfortuna. Tuttavia, attribuire la crisi solo a questi fattori sarebbe un errore.
La storia dietro le turbolenze del settore energetico francese è intimamente legata alla macchina dietro tutto, Electricité de France (EDF), la compagnia energetica controllata dallo Stato. Anni di processi decisionali inadeguati e di cattiva gestione hanno eroso il vantaggio nucleare del Paese, portando la Francia a importare energia invece di esportarla.
L’investimento iniziale della Francia nell’energia nucleare fu una risposta alla crisi petrolifera del 1973. Fino ad allora, una parte significativa dell’approvvigionamento elettrico francese si basava sulla generazione da petrolio. Di fronte allo shock petrolifero, i politici hanno iniziato a cercare una fornitura energetica alternativa che la Francia potesse controllare più facilmente.
L’energia nucleare è emersa come la scelta ottimale. Nei 15 anni successivi, la Francia mise in servizio 56 reattori atomici che le consentirono di soddisfare il proprio fabbisogno energetico interno e di esportare elettricità oltre i suoi confini.
Per decenni, EDF ha ripetutamente ignorato le richieste dei parlamentari di investire in soluzioni di stoccaggio. Nei suoi rapporti sulla produzione di elettricità, ad esempio, il Parlamento ha sottolineato la necessità di costruire capacità di stoccaggio per ben quattro volte tra il 2002 e il 2016. Nonostante queste direttive esplicite, EDF non è riuscita ad adottare misure decisive in risposta. In definitiva, il fallimento di EDF nell’investire in soluzioni di stoccaggio per la capacità nucleare in eccesso ha portato ad un aumento dei prezzi dell’elettricità sia sul mercato nazionale che su quello europeo.
Considerato che l’elettricità francese non può essere immagazzinata in volumi significativi, la produzione deve sempre eguagliare il consumo. Qualsiasi variazione della domanda o della generazione di energia elettrica in un dato punto della rete di trasmissione ha un impatto immediato sull’intero sistema. Eppure, invece di investire in soluzioni di stoccaggio, EDF ha adottato una politica nota come modulazione, adattando la potenza di uscita dei reattori nucleari per adattarla esattamente al consumo di elettricità. Questa politica ha portato a costi operativi più elevati per i consumatori attraverso prezzi più alti, accorciando al tempo stesso la vita dei reattori nucleari.
Gli esperti hanno ripetutamente messo in guardia contro la modulazione, sostenendo che la pratica non è economicamente e tecnicamente praticabile poiché impedisce ai reattori di raggiungere la massima efficienza e il ritorno sugli investimenti.
Le autorità francesi devono valutare l’impatto della modulazione sul processo di invecchiamento dell’attuale serie di reattori nucleari ed esplorare le possibilità di aumentare la loro durata di vita a 50 o 60 anni.
In un panorama dominato dall’EDF, la sua responsabilità deve essere messa in discussione. Alla fine del 2022, i debiti di EDF avevano raggiunto l’incredibile cifra di 64,5 miliardi di euro, rendendola una delle società più fortemente indebitate a livello globale. L’acquisizione totale di EDF da parte dello Stato francese nel 2023 è stata cruciale per la sopravvivenza dell’azienda. Attualmente, il governo francese deve aumentare le entrate di EDF senza imporre ai consumatori spese elettriche più elevate. Allo stesso tempo, deve percorrere il delicato percorso volto a evitare procedimenti giudiziari da parte della Commissione europea per potenziali violazioni legate ad aiuti di Stato illegali e distorsioni della concorrenza.
L’importanza di evitare che un operatore dominante abbia un quasi monopolio sulla capacità non intermittente non può essere sottovalutata. Nel caso di EDF, ha avuto un impatto negativo sui mercati elettrici europei e britannici.
Considerando le turbolenze causate da EDF e la sua posizione all’interno dell’ecosistema energetico francese, la strada da seguire dovrebbe essere quella di porre fine al monopolio di EDF sul settore energetico diversificando i fornitori di energia e abbracciando l’innovazione. I fornitori di energia più piccoli offrono un’alternativa innovativa al modello del campione nazionale.
Dunque a quanto pare in Francia il nucleare è sostenibile fintanto che lo stato francese tira fuori decine di miliardi in aiuti, nazionalizzazioni, sconti sul prezzo del kilowatt. E nonostante ciò ha dovuto importare energia dai paesi limitrofi durante i momenti di bisogno in cui i suoi reattori vecchi decrepiti erano fermi per cercare di mettere delle pezze ed allungargli la vita come ad un malato terminale![]()


"Si possono beffare tutte le persone per alcuni periodi di tempo e alcune persone per tutto il tempo, ma non si possono beffare tutte le persone per tutto il tempo". Abramo Lincoln


Si ma tutte le centrali nucleari al mondo non superano le 500 unità, non qualche centinaia di migliaia come dovrebbero essere i mega campi solari o le mega pale eoliche se tutto andasse a rinnovabili ed è più che scontato che il materiale di risulta delle prime sarà in ogni caso infinitesimale rispetto alle seconde.
E poi non hai risposto ancora al problemino di terza elementare che ti ho commissionato.
Mi sa che se seguiti così dovrai ripartire direttamente dalla prima elementare.
"Si possono beffare tutte le persone per alcuni periodi di tempo e alcune persone per tutto il tempo, ma non si possono beffare tutte le persone per tutto il tempo". Abramo Lincoln