





- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !










Merovingio "è"!
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Guarda che i filosofi studiano (anche) logica, compresa la logica simbolica. Quindi dubito fortemente che nessuno si sia mai accorto che il pdnc sia dimostrato secondo un senso differente da quello dell'elenchos e che quindi non sia un assioma.
Ma infatti Severino ha - per così dire - bisogno di postulare che il divenire sia un'apparenza illusoria. In pratica, lo nega per poi crearne un surrogato.
Se il senso comune è intrinsecamente fallace, allora perché le discipline fondate sul metodo matematico-sperimentale confermano tutte quante, ciascuna a proprio modo, che ci sono cose molteplici, distinte, correlate e mutevoli e ne fanno oggetto di studio?
Il senso comune è quella facoltà tramite la quale vengono unificati tutti i dati che ci sono forniti dai sensi esterni ed interni, che vengono poi rapportati al nostro intelletto. Pertanto, ci è indispensabile. La stessa osservazione scientifica non ne può fare a meno: il biologo che osserva al microscopio la cellula lo fa con quegli stessi occhi con i quali, senza il microscopio, non vedrebbe la cellula. Strumenti tecnologici avanzati possono farci penetrare più a fondo determinati aspetti della realtà, ma non modificano ciò che della realtà è costitutivo in modo necessario ed universale. Le discipline fondate sul metodo matematico-sperimentale infatti sono scienze del particolare, non dell'universale. Della cellula o dell'atomo non si potrebbe dire alcunché di fondato se non fossero qualcosa (cioè enti), uguali a se stessi (pdi) ed incontraddittori (pdnc).
Ogni persona capace d'intendere e di volere ha chiara percezione del proprio esserci e, in particolar modo, del fatto di essere centro ed origine dei propri atti intenzionali, distintamente dagli altri. Io so di non essere te. Tu sai di non essere me. Cosa significa? Io so che quello che fai tu non m'appartiene, non è originato da me, così come tu sai che quello io faccio non appartiene a te e non è originato da te. È uno dei motivi per cui, spesso, risulta difficile comprendere fino in fondo le intenzioni e le emozioni altrui. Pertanto, se c'è una certezza che abbiamo, è il fatto che il nostro "io" non è quello degli altri. E, se anche volessi ipotizzare che coloro che sono simili a me potrebbero non avere - ciascuno - un proprio io, mi resterebbe questa certezza: che io sono io e che gli altri sono distinti da me perché io so di non essere gli altri.
L'universalità del concetto di potenza riguarda solo gli enti mutevoli o, per meglio dire, mutabili. L'alternativa, infatti, è fra ciò che esiste di per sé e ciò che esiste in virtù di altro.
Il mutamento potrebbe non esistere perché potrebbe non esistere proprio il nostro universo. Su questo sono pienamente d'accordo. In quel caso, ci sarebbe solo Dio.
Invece sì. L'esistenza di ciò che è incausato è totalmente indipendente, non necessita di alcunché da nessuno. Se mutasse, vorrebbe dire che gli manca qualcosa o che potrebbe perdere qualcosa e che, a sua volta, è stato causato da altro.
Da una cosa non segue l'altra. Il fotone è un ente materiale e già questo pone un problema in termini di causazione: la materia non esiste, se non come materia di un determinato ente, ma da dove viene? Noi sappiamo che, nelle varie trasformazioni degli enti materiali, essa permane come substrato, pur senza mai poter esistere autonomamente.
La matematica potrebbe fare a meno degli assiomi? No, ovviamente. Ecco, l'esclusione del regresso all'infinito in una serie di enti ordinati può essere paragonata al motivo per cui, ad un certo punto, in matematica non si può procedere all'infinito nel dimostrare, ma servono necessariamente dei punti fermi, senza i quali la matematica stessa non potrebbe esistere.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

