Come fa ad essere "acuto" uno che pone come premessa assoluta di tutta la sua intera filosofia qualcosa che è necessariamente ed immediatamente evidentemente una contraddizione ? non so dimmi tu..
Io non assolutizzo assolutamente nulla, sei tu quello del necessario universale. Io premetto sempre o quasi sempre per non ripeterlo ogni volta: se il modello è corretto. Infatti dico altresì, se il modello è corretto esistono eventi senza causa e il modello tomista è errato, altrimenti no. Come vedi le mie sono sempre ragionamenti che non partono da verità e necessità assolute. Lascio volentieri a voi questa palla.Lo dico perché, banalmente, trai considerazioni assolutizzanti
Non confondere l'esperimento della doppia fenditura con l'esperimento sulla polarizzazione, sono due sistemi differenti. Sappiamo benissimo cosa accade ai fotoni polarizzati verticalmente che attraversano un filtro a 45°, su 10.000 fotoni lanciati, 5.000 passano il filtro (andando a finire su un rilevatore, su una piastra fotosensibile o qualsiasi altro strumento di misura e forniscono tutti gli stessi dati) e 5.000 no. Ma la cosa importante è che tali misurazioni sono perfettamente in accordo con le previsioni del modello.ripeto: se non ho capito male ciò che ho letto a riguardo - non vediamo affatto cosa accade ai fotoni quando attraversano la fenditura (o, alternativamente, quando vengono assorbiti).
La differenza è che noi l'effetto senza causa non solo lo osserviamo, ma abbiamo sia modelli logicamente e matematicamente coerenti che lo prevedono e che escludono proprio che la causa esista, mentre voi non avete alcuna prova dell'esistenza dell' "infimo" di cui parli.Se la metti in questi termini, io potrei liquidare le tue argomentazioni dicendo che un effetto senza causa non esiste e non può esistere in quanto intrinsecamente contraddittorio e
Non hai capito allora, per il modello quantistico non vi è altro che le sue caratteristiche e tra queste nessuna determina la scelta. Se tu pensi che esista qualcosa di più profondo, che ci sfugge, che puoi chiamare come vuoi: natura del fotone, materia prima, ecc.... stai disegnando qualcosa che confuta il modello quantomeccanico.Ciò che tu chiami "l'insieme delle sue caratteristiche" è, più precisamente, un insieme di caratteristiche accidentali a cui, comprensibilmente, ricorriamo per identificare il fotone stesso, di cui però ci sfugge, inevitabilmente, il quid in tutta la sua profondità
Perché il modello esclude chiaramente, lo dichiara proprio, che possa esistere qualsiasi cosa che determini la scelta del fotone.
Ma l'ho capito, sto dicendoti che sei tu che non comprendi che il modello non può prevedere nulla che determini la scelta. Se non comprendi questo, è inutile che mi continui a portare nomi ed esempi tomisti, perché nulla può esserci che determina la scelta.Dovrebbe interessarti nella misura in cui sei veramente interessato a capire le ragioni altrui, ancorché opposte alle tue.
Bene, quindi non esiste nulla di più profondo che possa determinare la scelta.Appunto (l'ho messo apposta tra virgolette).
No, è quanto possiamo sperimentalmente osservare ad essere l'ultimo tassello, non un concetto astratto inutile per tutto tranne che per giustificare strutture ad hoc per inserire qualcosa che non può esserci.Quanto mi dici non fa che confermarmi nella convinzione che il concetto-limite di materia prima sia assolutamente valido![]()





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