
Originariamente Scritto da
Giò
1) Merovingio, così però sei tornato all'equivoco di prima
Chiariamo una volta per tutte: niente intelligenza, niente conoscenza. Non puoi rigettare l'una, mantenendo l'altra. L'intelletto è la facoltà con la quale si astraggono i concetti dai singolari e con cui si mettono in relazione fra loro i concetti nei giudizi e nei ragionamenti. La conoscenza è la ricezione intenzionale delle forme delle cose esterne senza che la loro forma venga alterata o persa. L'atto cognitivo è un atto di intellezione, cioè è un atto dell'intelletto. Infatti, non si astrae senza conoscere.
Nell'algoritmo, l'informazione opera perché è stata tradotta fisicamente da qualcuno in una serie di codici che agiscono una volta azionata la macchina (il computer o quello che vuoi). Ma è necessario che ci sia qualcuno (di intelligente,
ça va sans dire) che traduca materialmente l'informazione nella macchina. Chiaro? Niente artefatto senza artefice. Niente macchina funzionante in un determinato modo senza qualcuno che costruisca il meccanismo affinché operi in quel determinato modo.
Se proprio vuoi fare un'analogia fra l'algoritmo e la conoscenza necessaria a creare
ex nihilo un ente, l'analogia non può che limitarsi a considerare l'algoritmo come elaborazione di un progettatore dotato (di intelletto e) delle conoscenze necessarie per elaborarlo. Così come il progettatore intelligente, sulla base delle proprie conoscenze, elabora l'algoritmo, che poi verrà tradotto in una sequenza dei codici che opereranno nella macchina, analogamente il motore di particelle M crea dal nulla la particella o l'atomo in virtù della propria scienza, che però non può che supporre una propria intelligenza.
Se invece vuoi continuare a dire che gli stessi motori M sono qualcosa che agisce meccanicamente, seguendo un codice, allora devi rinunciare all'immaterialità (non c'è meccanismo senza componentistica), all'incausazione (un meccanismo non funziona senza input esterno o senza inserimento di informazioni, tradotte fisicamente in codici, da parte di qualcuno) e alla creatività
ex nihilo dei motori M.
2a) Direi di "assorbire" questo punto specifico nel primo.
2b) Certo, gli angeli non sono incausati. Ma, avendo tu parlato di "esseri pensanti non partoriti da una madre", mi è venuto il dubbio che ti riferissi a loro, essendo stati creati direttamente da Dio
ex nihilo. Comunque, io non nego affatto che ci possa essere un "pensiero incausato" o un "essere pensante incausato". È proprio Dio! Quello che contesto è parlare di un essere pensante senza intelletto, perché è una contraddizione in termini.
3) Ed invece sì: se si conosce infallibilmente, allora si conosce infallibilmente anche come qualcosa di assolutamente apprezzabile nel suo essere, assolutamente, necessario.