Rispetto a quando, tre anni fa, mi sono iscritto all'MRE, man mano che ho assunto un ruolo di militanza attiva nel partito, devo dire che in me è rinata la nostalgia per il PRI e il dispiacere per la situazione attuale di quel partito, per molti motivi.Citazione da Intervento Principale di by Evergreen
E' gia' tre settimane circa che leggo su questo forum e mi rattrista vedere che ci sia gente che si dichiara repubblicana e unionista ed ha, nel proprio dna, il gene della scissione.
La vocazione unitaria poteva essere espletata con piu' profitto rimanendo nel Partito repubblicano, non andandosene verso ignote strade, tutte ancora ignote e da percorrere e in compagnia di gente strana senz'altro meno democratica di quanto non possiate trovarne dentro al Pri.
Tagliarsi gli attributi per fare dispetto alla moglie credo che sia operazione masochista e destinata al fallimento.
Spero vivamente in un ripensamento delle menti piu' aperte e ragionevoli.
Grazie
Non ultimo, il fatto che la scissione ha ulteriormente indebolito un partito che aveva già subito colpi molto pesanti.
Sono rimasto costernato nel vedere i manifesti per la campagna elettorale delle europee, con il simbolo del PRI in condominio con quello di Sgarbi.
Credo che sia comprensibile che molti repubblicani, nella nuova situazione, si riconoscano nel centrodestra, per motivi che ho esposto in altre discussioni; la divisione tra liberali di destra e liberali di sinistra, tra radicali di destra e radicali di sinistra, non è esclusiva del nostro paese; la si riscontra anche in altri paesi: dai Paesi Bassi alla Danimarca, dalla Svizzera alla Francia, dall'Austria alla Germania. Sono costernato, però per le modalità con cui è maturata, per gli imbrogli e le motivazioni (le ambizioni personali di Giorgio La Malfa) che l'hanno causata.
Tuttavia, gli eventi più recenti dimostrano che si trattava di una scelta inevitabile; tanto è vero che, dalle elezioni europee a questa parte, le fuoriuscite dal PRI sono state numerose (il numero dei nostri iscritti è aumentato di oltre il 150 per cento). Ha un bel dire, Giorgio La Malfa, che è contento del fatto che gente come Mazzotti rimanga nel PRI. E' di questi giorni la polemica sull'uso del simbolo del PRI per le regionali dell'Emilia-Romagna, che sta mettendo a rischio la possibilità stessa di presentare liste del PRI in quella regione. Anche se tutti coloro che erano contrari alla collocazione del PRI a destra fossero rimasti, il congresso di Bari ha dimostrato che l'attuale dirigenza del PRI avrebbe fatto ricorso a qualsiasi mezzo, lecito o illecito, pur di imporre la sua posizione.
E' triste, ma le cose stanno così.





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