Diciamo che a livello macroscopico gli elefanti sembrano seguire certe regole e che a livello microscopico appaiono con una certa frequenza, ma non sembra possibile dedurre in nessun modo fisico quale sarà il prossimo.


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Lo so e l'ho capito, ma questo conferma che a mandarvi in crisi con la causalità è - passami l'espressione - l'impossibilità intrinseca di spiegare perché determinati fenomeni, in condizioni identiche, non si ripetono necessariamente allo stesso modo ma solo con determinate probabilità. Argomento che però non è sufficiente per confutare il fatto che, necessariamente, ciò che non ha ragion d'essere in se stesso la riceve da un altro ente o da altri enti.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Ammetto che lo lessi qualche anno fa, quindi è chiaro che non ricordo ogni cosa. Però, visto che lo presi e lo lessi proprio per approfondire la questione della causalità, mi ha fatto strano leggere quelle citazioni di Aladar. Ed infatti, come ho segnalato qui, c'è qualche discrepanza tra quello che ha riportato Aladar ed il testo. Forse Ghirardi ha modificato il testo delle edizioni più recenti ed Aladar ha una vecchia edizione?
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Se si dice che più "la determinazione di una delle coordinate del corpuscolo sarà fatta con precisione, meno esattamente sarà conosciuta la componente corrispondente della velocità e viceversa", ciò non significa che il corpuscolo sia assolutamente privo di posizione o di velocità.
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Infatti Laplace diceva:
"Una intelligenza che in un determinato istante conoscesse tutte le forze di cui è animata la natura (l'universo) e la posizione rispettiva degli enti che la compongono, se fosse abbastanza vasta da poter sottomettere questi dati all'analisi, abbraccerebbe nella medesima formula i movimenti dei più grandi corpi dell'universo e quelli dell'atomo più leggero; nulla sarebbe incerto per essa e l'avvenire come il passato sarebbe presente ai suoi occhi" (citato da Louis De Broglie proprio nell'articolo da cui la Vanni Rovighi ha tratto la citazione di prima sul principio di indeterminazione).
Lo so, questa citazione potrebbe prestarsi alle accuse di confondere probabilismo epistemico e probabilismo "ontologico", ma nel contesto di questa discussione ha senso.
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@Giò
Si, ma credo che Laplace si riferisse ad una intelligenza fisica, tipo un super computer.
Questa possibilità ad oggi sembrerebbe esclusa.
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