Stai semplificando in modo estremo qualcosa che, invece, è più complicato. Se, ad esempio, una persona desidera muovere un braccio, la macchina rileverà gli impulsi cerebrali correlati a quel desiderio ed allora eseguirà il compito. Come fa a "sapere" che quegli impulsi sono correlati al movimento del braccio? Sulla base di una serie di dati su cui gli algoritmi lavorano, trovando la correlazione fra l'impulso rilevato hic et nunc ed il movimento a cui è associato "programmaticamente". Chi traduce questo con la lettura del pensiero ignora od omette che nihil est in intellectu quod non sit prius in sensu. E che perciò, rilevando che un uomo desidera muovere il braccio, tramite l'associazione di un determinato impulso cerebrale a quel genere di attività, si sta sempre lavorando, per così dire, sul lato sensibile dell'attività umana. Tant'è che tanto un animale quanto un essere umano possono desiderare di muovere un arto. Invece, ancora dobbiamo trovarlo un animale che desidera scrivere la Divina Commedia.





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