E chi ti dice che non sia stato smontato, scusa?
Il che presuppone che il click scatti infallibilmente.
Non c'è alcuna supercazzola e qui mi stai solo ripetendo ciò che mi hai già detto. Ed io allora sono costretto a ripeterti ancora una volta che la ragione per cui i singoli fotoni passano o non passano casualmente è dettata dalla loro stessa natura di fotoni e, più precisamente, propter indispositionem materiae, quae non recipit formam intentam ab agente, sed alterius modi.
Anche questa è retorica. Rinnovo l'invito a rimanere concentrato sull'argomento![]()
Te ne dovrebbe importare perché criticare ciò che non si conosce è semplicemente da ignoranti. Non penso che sia ciò che vuoi essere.
In un confronto dialettico, se io affermo qualcosa (spiegando in precedenza a cosa mi riferisco con determinati termini), l'eventuale negazione da parte dell'interlocutore dovrebbe prevedere un minimo di argomentazione.
Come notato da p. Alberto Strumia (sacerdote, teologo, filosofo e fisico), il concetto di "forma" della metafisica aristotelico-tomista, tra l'altro, presenta notevoli affinità con il concetto di "informazione" che si rinviene nella teoria della complessità: a conferma ulteriore che non si tratta di mera fuffa.
Quanto all'"infimo grado", ti basta confrontare la complessità di una pianta, dell'animale o dell'essere umano con quella di un singolo fotone per renderti conto della differenza intercorrente.
Non v'è nulla di nascosto. Per quanto possibile, conosciamo la natura del fotone.
Vuoi dirmi che il grado di complessità della "struttura fisica" di un fotone è pari o superiore a quello dei corpi del mondo macroscopico?![]()
No.
Che risposta è "nulla"? Ovvio che non mi possa soddisfare
Come se il tuo positivismo scientista non fosse ultra-dogmatico...![]()






Il fotone in quanto tale è il fotone ed è uguale identico ad un altro fotone in quanto tale e dominare o quant' altro sono categorie che non hanno alcun senso. Fotoni identici a parità di condizioni a contorno possono agire in maniera diversa, come avviene, ma senza alcuna causa o caratteristica che ne determina quel tal singolo comportamento
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